Bassa Friulana

Marano, nel rinnovato portale tutti i tesori della Pieve di San Martino

La Pieve di Marano Lagunare, intitolata a San Martino, è una delle più antiche comunità cristiane sorte dalla grande evangelizzazione della Chiesa Madre di Aquileia nei primi secoli del cristianesimo. Custodisce al suo interno numerose opere d’arte, tra cui pale d’altare di Antonio Marinetti detto il Chiozzotto, pittore settecentesco della scuola veneziana; l’organo Dacci (1773); un importante ciclo di affreschi realizzati nel 1959 dagli artisti Giovanni Maioli e Antonio Morocutti, testimonianza significativa dell’arte sacra contemporanea nel Friuli-Venezia Giulia; le vetrate di Andrea Pavon.
Sono tutte informazioni che si trovano sul portale maranolagunare.org, nella sezione dedicata alla Pieve. Si tratta del frutto del progetto di studio e catalogazione, frutto del lavoro curato da Enza Milan e Noemi Formentin, che hanno realizzato una serie di schede sulle opere d’arte della Pieve, pubblicate integralmente sul portale e rese anche accessibili all’interno della chiesa attraverso Qr code collocati accanto alle opere stesse.
Il progetto è stato presentato lo scorso 19 giugno, in occasione della festa di San Vito, nel corso di un incontro cui hanno partecipato il vicario parrocchiale, don Alex De Nardo, e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mauro Popesso, con la partecipazione di un folto pubblico, «a dimostrazione di quanto il legame della comunità maranese con la propria storia e la propria chiesa resti vivo e sentito», afferma Marina Ghenda, curatrice del portale.
È stata proprio la volontà di don De Nardo di rendere visibili e accessibili le opere della chiesa di San Martino, spiega ancora Ghenda, «a dare impulso concreto alla rivisitazione del sito. Un gesto che si pone nel solco dell’azione di mons. Elia Piu, parroco di Marano per 52 anni e autore della monografia storica sul paese, collaboratore del portale fin dalla sua nascita nel 2008».
Oltre a mons. Piu, tra gli storici collaboratori del portale figurano anche Maria Damonte, poetessa e custode della tradizione orale, Piero Marani, scrittore e cantastorie in dialetto; Albino Troian, memoria viva della marineria lagunare.
Nel corso della serata Ghenda ha illustrato anche le altre novità del portale, scegliendo di farlo in dialetto maranese, lingua del cuore di questo piccolo centro lagunare.
«Il sito – prosegue la curatrice – è uno spazio aperto e indipendente che raccoglie contenuti sulla storia, la cultura e la vita di Marano Lagunare, rivolto in particolare alle nuove generazioni, affinché non si perdano le radici della propria identità».
In meno di un mese dal rilancio, conclude Ghenda, il portale «ha già raggiunto le 7 mila visualizzazioni, senza essere, al momento, presente su alcun social media: un patrimonio umano e culturale che la comunità maranese, anche fuori dai confini del paese, continua a cercare e a far crescere».

Stefano Damiani

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