Compie 25 anni l’associazione Scampanotadôrs furlans “Gino Ermacora”. Venne fondata, infatti, nel 2001 con sede alla Polse di Côugnes, a Zuglio, ad opera di una ventina di campanari friulani, amici e colleghi di quel Gino Ermacora, «scampanotadôr» molto noto in regione, originario di Zeglianutto di Treppo Grande, deceduto nel 2000, alla cui memoria l’associazione è intitolata.
Proprio alla Polse, domenica 26 luglio, l’anniversario verrà celebrato con la tradizionale festa annuale che quest’anno assumerà una forma particolarmente solenne. Sarà, infatti, l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, a celebrare la Santa Messa, alle 10.30, nella cappella ecumenica della Polse, con l’accompagnamento del coro parrocchiale di Caporiacco, con invitati speciali tutti i soci che in 25 anni hanno dato vita alle molteplici iniziative dell’associazione. Ad essi – oltre che a quelli che non ci sono più – andrà il ringraziamento per la diffusione dell’arte dello scampanio.
I soci iscritti sono 120, di cui 85 attivi. «Sì, siamo un bel numero – afferma il nuovo presidente dell’associazione, Michele Tuti, da poco nominato e che succede a Renato Miotti, che lo affiancherà come vice, assieme al nuovo segretario-tesoriere, Alberto Tavagnacco – ed abbiamo anche un’età media abbastanza bassa, attorno ai 40 anni, con tanti giovani campanari intorno ai 20 anni, la forza delle nostre suonate».
Già, perché quest’antica arte – le cui origini risalgono al ‘700 – è molto amata proprio dai giovani. «In Friuli – conferma Tuti – sembra esserci una passione congenita: alcuni si appassionano già da bambini, altri si avvicinano da più grandi, coinvolti dai più vecchi».
Il risultato è che la scuola dell’associazione – i cui corsi si tengono proprio sul campanile della Polse – è frequentata ogni anno da una decina di iscritti. È accaduto anche quest’anno e gli allievi proprio domenica 26 riceveranno il loro attestato, a partire dalle 15, dopo la consegna dei riconoscimenti ai soci.

Durante la giornata, ovviamente, non mancheranno le scampanate, con ospiti anche di altre associazioni, ad esempio del goriziano, dove quest’arte è molto diffusa (come del resto avviene anche nel trevigiano e nella vicina Slovenia). Inoltre, per solennizzare il 25°, ci sarà anche l’inaugurazione delle due nuove statue dei santi Ermacora e Fortunato, opera dello scultore Forgiarini di Venzone.
«La nostra attività principale – illustra Tuti – sono le “suonate” in occasione delle festività solenni nei vari paesi. E poi ci sono le iniziative di divulgazione della cultura campanaria, a partire dalla scuola, dove insegniamo la tecnica friulana che prevede il suono a slancio, con la campana più grande che segna il ritmo e le altre due che eseguono delle melodie, sempre in tonalità maggiore. Nella zona del Cividalese c’è anche l’uso dei martelli, ma lo stile tipico friulano prevede il batacchio».
Il suono delle campane talora desta proteste nella cittadinanza, al punto che la Diocesi ha previsto un regolamento con delle limitazioni. «Le proteste ci sono sempre state – ricorda Tuti – ma ultimamente c’è stato un aumento. Di qui il regolamento, che nonostante le limitazione ha sicuramente un aspetto molto positivo: riconosce per la prima volta la nostra suonata manuale, che è anche patrimonio dell’Unesco».
Stefano Damiani















