Aver cura in prima persona dell’ambiente, ma dentro un orizzonte collettivo: è innervato della compresenza di queste due dimensioni il monitoraggio civico avviato da aprile lungo il fiume Tagliamento. Un’esperienza inedita che vede ogni mese oltre trenta volontari e volontarie dei circoli locali di Legambiente Fvg, dell’associazione Foce del Tagliamento e del Wwf Fvg – con il supporto tecnico-scientifico del Cirf, il Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale –, percorrere l’intera asta fluviale, da Socchieve fino alla foce, per documentare ciò che accade nel fiume.
L’iniziativa, denominata «Mille occhi sul Tagliamento», dà continuità al percorso avviato nel 2025 con la campagna «Free Tagliamento», promossa dalla stessa coalizione di associazioni e articolata in sette tappe dalla foce alla sorgente.
Le segnalazioni dal campo
Le segnalazioni raccolte dal gruppo di monitoraggio restituiscono l’immagine di un fiume esposto a pressioni significative. Il 10 aprile, a Pioverno, un volontario ha rilevato grossi lavori di scavo a monte e a valle del ponte, privi di cartelli di cantiere e di delimitazioni. Il 21 maggio, alla confluenza con il torrente Cosa, un altro volontario ha osservato fuoristrada arrivati fin dentro l’alveo per pic-nic e, presumibilmente, bivacco: una presenza mai riscontrata prima in quel tratto. «Il tema non è marginale – sottolineano le associazioni in una nota stampa –. Dopo la deregolamentazione intervenuta nei primi anni Duemila, gli alvei classificati e i terreni con pendenza inferiore al 30% sono stati sottratti al vincolo idrogeologico, e il demanio idrico regionale non prevede oggi limitazioni all’accesso dei mezzi motorizzati, salvo nei siti della Rete Natura 2000, dove comunque gli accessi restano numerosi e i controlli del tutto insufficienti. È urgente che gli enti competenti affrontino la questione, anche alla luce delle segnalazioni raccolte dai volontari».
Il 15 luglio, al ponte di Braulins, è stata rilevata una situazione diversa: la soglia di deflusso risultava asciutta, con la ghiaia spostata per mantenere attivo un solo canale e garantire un minimo passaggio d’acqua sotto il ponte, comunque con ogni probabilità insufficiente per assicurare il passaggio della fauna ittica. Sul posto erano presenti un escavatore, personale del Corpo forestale regionale e tecnici dell’Ente Tutela Patrimonio Ittico. La morsa della siccità è evidente, e la poca acqua rilasciata a valle di Ospedaletto fatica a defluire fino a Peonis.
Il metodo
«Le osservazioni – si legge ancora nella nota –, raccolte in numerosi punti sensibili del fiume individuati lungo confluenze, derivazioni, ponti e aree di estrazione di inerti, vengono integrate con i passaggi satellitari del programma Landsat, mentre le osservazioni sulla presenza o meno di deflusso superficiale viene integrata con il programma Sentinel-2. Il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno elabora i dati, combinando i rilievi in alveo con le immagini satellitari, per valutare la continuità fluviale».
Il progetto, sostenuto da «Patagonia», unisce attivismo civico e rigore scientifico con l’obiettivo di produrre informazioni indipendenti e verificabili sulle pressioni antropiche e sugli effetti della crisi climatica lungo il Tagliamento, secondo un approccio di “citizen science” già adottato da diverse reti scientifiche europee.
Il contesto
L’esperienza è stata presentata nel corso del seminario «Il futuro del Tagliamento è a un bivio», promosso dal comitato «Noi Siamo Tagliamento», e si inserisce nel percorso di divulgazione avviato con la campagna «7 tappe sul Tagliamento» e con il convegno internazionale del Cirf dedicato alla gestione dei fiumi a canali intrecciati, tenutosi a Spilimbergo nel giugno 2025.
«Il monitoraggio – puntualizzano i promotori – proseguirà con un obiettivo chiaro: contribuire a costruire una conoscenza condivisa, indipendente e verificabile su uno dei fiumi più preziosi d’Europa, oggi più che mai esposto a pressioni, interventi e cambiamenti climatici che richiedono attenzione, trasparenza e partecipazione attiva ai processi decisionali. I risultati delle rilevazioni saranno inoltre messi a confronto con i dati pubblicati dalla Regione, in vista di scadenze rilevanti quali il rinnovo delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche, l’attuazione del deflusso ecologico a valle delle captazioni e la redazione del programma di gestione dei sedimenti, obbligatorio da oltre 10 anni, ma mai realizzato».
Anna Piuzzi















