Nella precarietà del presente – determinata da un disordine globale inedito – c’è un unico dato certo. E non è confortante: la spesa militare cresce, inarrestabile, tanto da arrivare a sfiorare, nel 2025, i 2.900 miliardi di dollari. A certificarlo è stato recentemente l’Istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma (Sipri), evidenziando anche come il 2025 sia stato l’undicesimo anno consecutivo di crescita (+2,9% su base annua, rispetto al 2024).
Il manifesto degli ex obiettori
Per questa ragione, a Udine, un nutrito gruppo di persone – che a partire dagli anni Ottanta hanno fatto esperienza, alla Caritas diocesana di Udine, dell’obiezione di coscienza al servizio militare e che oggi rivestono diversi ruoli e svolgono diverse professioni – ha dato vita a un “manifesto” per sostenere la campagna nazionale «Un’altra difesa è possibile». L’obiettivo? Raccogliere 50mila firme entro il 15 settembre perché la legge di iniziativa popolare «Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta» approdi in Senato e venga affidata alla Commissione Affari istituzionali. Quattro i pilastri concreti della proposta: il potenziamento del «Servizio civile» come istituto di difesa civile della Patria in attuazione degli articoli 11 e 52 della Costituzione; l’istituzione dei «Corpi civili di pace», formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare; il rafforzamento della «Protezione civile» come strumento di difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica; la creazione di un «Istituto di ricerca per la pace e il disarmo». Il tutto finanziato da un fondo pluriennale stabile e dalla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille dell’Irpef a queste attività.
Come aderire
Per aderire alla campagna e sostenere con la propria firma la legge di iniziativa popolare basta seguire le istruzioni disponibili sul sito internet difesacivilenonviolenta.org dove è anche possibile scaricare il materiale divulgativo, come la locandina firmata da Mauro Biani che pubblichiamo in questa pagina.















