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Commercio di prossimità in crisi. Udine perde quasi 800 negozi in sei anni

È un quadro complesso, su cui riflettere, quello che restituisce la fotografia del commercio al dettaglio nella provincia di Udine: negli ultimi sei anni il territorio ha perso quasi 800 imprese, con una ricaduta economica stimata in oltre 120 milioni di euro. Un fenomeno che incide sulla vitalità dei centri urbani e dei quartieri, pur in presenza di una tenuta, e in alcuni casi di una crescita, dell’occupazione dipendente. I dati emergono dalla relazione regionale di Confesercenti Fvg, che evidenzia come la provincia di Udine sia quella che, in valore assoluto, registra la contrazione più significativa del commercio di prossimità.

Tra il 2019 e il 2025 la provincia di Udine ha perso 799 imprese del commercio al dettaglio, passando da 5.105 a 4.306 unità (-15,7%). Si tratta della diminuzione più consistente, in valore assoluto, tra le quattro province del Friuli-Venezia Giulia, con una stima di ricchezza sottratta al territorio pari a 119,85 milioni di euro. Nel solo comune capoluogo le imprese scendono da 1.187 a 987 (-16,8%), per una stima di 30 milioni di euro di ricchezza persa.

Cresce la grande distribuzione

Sul fronte dell’occupazione, il dato udinese mostra una relativa tenuta rispetto al resto della regione: gli addetti dipendenti calano solo del 3,7% a livello provinciale — la flessione più contenuta tra le quattro province del Fvg — e crescono addirittura dell’11,3% nel comune capoluogo, un andamento compatibile con l’espansione della grande distribuzione organizzata nell’area urbana. Cala invece con decisione, come nel resto della regione, la componente indipendente: -22,3% in città, -20,7% a livello provinciale. Complessivamente la provincia di Udine registra un calo di 1.401 addetti totali (-11,0%), il dato migliore tra le quattro province del Friuli-Venezia Giulia, a fronte tuttavia della perdita più alta in valore assoluto di imprese registrate.

Francesco Snidero

«Udine perde più negozi di chiunque altra provincia in regione in termini assoluti, ma continua a generare occupazione nel capoluogo grazie alla grande distribuzione: è un equilibrio fragile, perché la crescita dei posti di lavoro non compensa la scomparsa del commercio di vicinato nei quartieri e nei comuni della provincia – commenta Francesco Snidero, presidente provinciale e regionale di Confesercenti Udine -. Anche per questo sosteniamo la proposta di legge sulla rigenerazione urbana dei servizi di prossimità raccogliendo le firme di adesione, il 10 settembre, presso la nostra sede in Udine via Tricesimo 246».

A livello regionale, tra il 2019 e il 2025 il Friuli-Venezia Giulia ha perso 1.714 imprese del commercio al dettaglio, pari al 15,4% del totale, per una stima di 257,1 milioni di euro di ricchezza sottratta ai territori. È l’unica regione del nord est che, oltre a chiudere negozi, perde anche occupazione complessiva nel settore: gli addetti calano del 15,8%, pari a 4.607 posti di lavoro in meno. Il confronto con Veneto e Trentino Alto Adige evidenzia una differenza strutturale: pur registrando anch’essi migliaia di chiusure (-16,1% e -9,6%), nelle due regioni confinanti l’occupazione cresce grazie all’espansione della grande distribuzione organizzata, con un aumento degli addetti dipendenti del 16,4% in Veneto e del 27,9% in Trentino Alto Adige. In Friuli-Venezia Giulia questo riposizionamento non si è verificato con la stessa intensità. In tutte e tre le regioni si riduce invece, in modo omogeneo, la componente degli addetti indipendenti, confermando che la scomparsa della piccola impresa individuale è un fenomeno strutturale comune a tutto il nord est.

«I numeri confermano quello che i nostri associati vivono ogni giorno sulla propria pelle: chiudono le saracinesche, e a differenza delle regioni confinanti da noi non nascono abbastanza posti di lavoro a compensare. Non è più una “percezione”: è un problema misurabile che riguarda l’occupazione, i centri storici, la sicurezza, la coesione sociale delle nostre città. Invito perciò tutti a firmare la legge presso la Confesercenti a Udine – ribadisce Snidero – il 10 settembre».

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