«La Regione punta a una visione integrata dell’intero sistema interportuale, configurandosi come un’unica grande piattaforma logistica per il Centro e Sud Europa, capace di offrire efficienza, rapidità e competitività. Per raggiungere questo obiettivo occorre fare sistema tra i porti italiani del Nord Adriatico e rafforzare le infrastrutture terrestri di collegamento, proseguendo lungo la linea d’azione condivisa con le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna. Risulta altresì necessario un rilancio a livello nazionale dell’asse adriatico — storicamente penalizzato rispetto a quello tirrenico — sia per il trasporto merci sia per la mobilità dei cittadini». Lo ha detto oggi a Trieste il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, intervenendo all’evento intitolato “Il futuro dell’Adriatico negli scenari globali”, che nella giornata di oggi vede in programma diverse sessioni tematiche, con focus su porto, industria ed energia. Presente, tra gli altri, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico Orientale, Marco Consalvo.
Come ha spiegato il massimo rappresentante della Giunta regionale, la logistica legata ai porti del Friuli-Venezia Giulia, in particolare agli scali di Trieste e Monfalcone, costituisce un asset infrastrutturale fondamentale non soltanto per la regione o per l’Italia, ma per l’intera economia europea.
«In questo contesto – ha approfondito il presidente -, il corridoio Imec rappresenta una scelta strategica chiara del Governo nazionale e delle istituzioni europee per favorire e sviluppare le direttrici commerciali. Non si tratta di una semplice alternativa al Canale di Suez, bensì di un’infrastruttura di resilienza e ridondanza logistica indispensabile per garantire la stabilità dei mercati europei e rafforzare le relazioni geopolitiche con l’India e i Paesi del Golfo».
Secondo Fedriga, poi, le attuali tensioni internazionali confermano quanto sia fondamentale per l’Italia investire nella difesa e nella protezione dei traffici marittimi. Assicurare la sicurezza della navigazione e la scorta delle navi lungo le rotte commerciali significa tutelare direttamente gli interessi nazionali e il sistema produttivo da blocchi logistici penalizzanti. La salvaguardia delle linee di trasporto risponde alla necessità concreta di garantire l’economia reale e le risorse del Paese, superando facili semplificazioni che rischiano di arrecare gravi danni al tessuto economico.
«Infine, Trieste – ha concluso Fedriga – deve consolidarsi non solo come snodo logistico tradizionale, ma anche come hub di riferimento per i servizi immateriali e le grandi dorsali digitali nell’Adriatico, guardando con prioritario interesse all’integrazione della regione balcanica. La gestione di questi asset strategici richiede una visione istituzionale di lungo periodo e una costante continuità d’azione tra Governo regionale e nazionale, al di là dei fisiologici avvicendamenti politici, al fine di garantire sviluppo e sicurezza economica all’Italia e al continente».













