Cambiare fornitore di luce o gas può davvero far risparmiare in questi tempi di aumenti? Barbara Puschiasis, presidente di ConsumatoriAttivi assicura di sì. A patto però di saper “leggere” la bolletta, che è composta da una quota fissa, legata al costo del servizio, e da una quota applicata ai consumi. «Molti fornitori attirano i clienti con un prezzo dell’energia basso, ma applicano costi fissi di gestione alti – chiamati costi di commercializzazione e vendita (Pcv o Ccv) – anche pari a 12-15 euro al mese, a prescindere da quanto si consuma. Se si consuma poco, dunque, una quota fissa alta toglie il risparmio».

Che cos’altro valutare nella scelta di un contratto?
Tariffa fissa o variabile
Se il mercato scende, conviene il variabile; se il mercato è instabile il fisso protegge dalle sorprese.
Fascia monoraria o bioraria
Per chi è a casa tutto il giorno la monoraria è più conveniente. Per chi usa gli elettrodomestici soprattutto la sera e nel weekend, al contrario, la bioraria.
Occhio alle scadenze
Le tariffe vantaggiose durano spesso 12 mesi. È importante controllare sempre le date di scadenza.

I servizi accessori
Altrettanto importante è verificare che nel proprio contratto non siano inclusi servizi accessori (assicurazioni, servizi assistenza guasti…) non richiesti.
Domiciliazione bancaria
Molti gestori applicano uno sconto a chi paga con iban o riceve la bolletta via email.
Il portale delle offerte Arera
Un ottimo strumento per aiutare nella valutazione è il Portale Offerte messo a disposizione da Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. Si tratta di un sito gratuito, consultabile facilmente su internet, in cui si possono inserire i nostri dati di consumo (si trovano in bolletta) e valutare le migliori offerte proposte, in riferimento alle abitudini di ciascuno. «Non si tratta di un portale privato, quindi i risultati della ricerca effettuata sono oggettivi», precisa Puschiasis.
V.Z.













