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Calciatori-Tupamaros nella Lignano del 1969. Spettacolo a Leggermente

Dopo l’intenso debutto con Giada Messetti e il racconto della memoria, Leggermente si prepara a ritornare sul palco del Cinema Teatro Splendor di San Daniele del Friuli. Il prossimo appuntamento, in programma per giovedì 22 ottobre alle ore 21, vedrà in scena lo spettacolo “Tant che Tupamaros”, una produzione del Teatro Stabil Furlan tratta dall’omonimo racconto dello scrittore Paolo Patui.
Questa ventitreesima edizione di Leggermente trova il suo filo conduttore in una riflessione profonda: l’idea del “prendersi cura”, quell’espressione (take care) spesso abusata, ma che per la rassegna sandanielese rappresenta una pratica concreta.
È proprio in questa direzione di custodia e continuità che si inserisce il ritorno di chi questa rassegna l’ha immaginata e guidata a lungo, Paolo Patui, la cui scrittura in friulano prende vita con l’adattamento, la regia e la voce di Massimo Somaglino. Al suo fianco, la dimensione sonora sarà affidata alle musiche eseguite dal vivo da Alessio Zoratto (basso e contrabbasso) e Marco D’Orlando (batteria).
Lo spettacolo ci riporta nella Lignano del 1969. Un gruppo di ragazzini friulani è alle prese con un torneo di calcio organizzato nella colonia dell’Arcidiocesi di Udine. Hanno scelto un nome guidato dalle suggestioni dell’epoca: “Tupamaros”, il movimento di liberazione nazionale, di ispirazione marxista e comunista, attivo in Uruguay tra gli anni Sessanta e Settanta. Il direttore-arbitro della colonia, però, li affronta con una minaccia: «Con quel nome lì finché arbitro io non vincete una partita». Tra ironia, spensieratezza e memorie di gioventù, il racconto si trasforma in una parabola universale sulle scommesse della vita.
Il programma di Leggermente proseguirà il 21 novembre con Yaryna Grusha. La saggista, traduttrice e docente universitaria ucraina offrirà una chiave di lettura lucida e appassionata sulla cultura, l’identità e le trasformazioni dell’Europa orientale. Partendo dal romanzo “Album blu” (Bompiani), dalla riscoperta di un album fotografico di famiglia dalla copertina blu, l’autrice ripercorre il proprio passato e la vita in Ucraina – tra le macerie di Chernobyl e la violenza dei conflitti odierni – trasformando il ricordo della “casa” e delle proprie radici in un baluardo di resistenza contro la guerra e l’oblio.
Successivi appuntamenti saranno il 21 gennaio con l’attrice e pittrice Enrica Guidi e il 12 febbraio con lo scrittore e musicista Giuseppe Festa.

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