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La testimonianza della lettrice 94enne: «Nel 1939 consegnavo il settimanale alle famiglie»

Èun lungo e profondo legame quello tra la Vita Cattolica e Ines Lodolo, affezionata lettrice 94enne di Laipacco. Un entusiasmo contagioso accompagna il suo racconto, a partire dai ricordi di bambina quando, ad appena sette anni, consegnava alle famiglie il settimanale. «Il compito ci era stata affidato dal parroco e ognuno aveva una zona specifica – spiega Ines –; la mia era tutta la strada dove abitavo, da cima a fondo. Ciascuno di noi aveva un foglio con scritti i nominativi precisi a cui lasciare il giornale. Siccome eravamo piccoli e non era il caso di maneggiare soldi, il pagamento avveniva direttamente al parroco, una volta al mese».

Era il 1939 e l’incarico, ricorda, è stato portato avanti con grande impegno fino alla guerra. Dopo una pausa imposta dalla pericolosità del periodo – «c’erano i bombardamenti», ricorda – Ines ha ripreso la consegna del settimanale fino a quando questa «è stata affidata alle generazioni più giovani».

Nel frattempo, non ha mai fatto mancare la sua collaborazione in Parrocchia (ha cantato anche in un coro parrocchiale che definisce «un gruppetto di buone voci») dove, illustra, «sono passati fino ad oggi ben 12 sacerdoti (ricorda tutti loro nomi, ndr.), di cui 5 fissi in qualità di Parroco, gli altri cappellani presenti per dare una mano nelle celebrazioni festive».

Da sempre, tiene a precisare, è una lettrice assidua de La Vita Cattolica. «La ritiro ogni domenica in Parrocchia, quando vado a Messa, e la leggo poi con calma, durante la settimana, da cima a fondo, dalla prima all’ultima pagina, senza tralasciare nessuna notizia. Trovo che sia un giornale sempre ricco di tanti spunti, riflessioni e notizie – aggiunge – e mi piace perché racconta il Friuli, la nostra terra e le nostre comunità».

Ines – che ha una grande capacità comunicativa e una invidiabile facilità a legare con tutti grazie alla sua positività – non si tira indietro quando c’è da consigliare alle amiche, e non solo, quella che definisce «una buona lettura». «Sprono sempre tutti, dicendo: “leggete, leggete La Vita Cattolica, perché è un giornale completo e ben fatto».

Ricorda che in casa sua, fin da quando era bambina, il settimanale dell’Arcidiocesi non è mai mancato. «I miei genitori, nonostante i tanti impegni e la vita che allora non era affatto facile, trovavano sempre il tempo per leggerla».

Insomma, il legame con La Vita Cattolica va avanti in casa Lodolo da oltre 85 anni.

Ammette che per lei – che da qualche anno vive sola, dopo la morte del marito e 63 anni di matrimonio, un passato da sarta che confezionava in particolare pantaloni («Sono ancora autonoma, ho due figlie e tre nipoti che, grazie alla loro presenza e al loro affetto, non mi fanno mai sentire la solitudine») – è sempre stata un punto di riferimento e adesso anche «una buona compagnia, di cui non posso fare a meno».

Monika Pascolo

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