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Giornata del Ringraziamento, «Annata agraria difficile, ma non mancano le soddisfazioni»

Nel 2025 in Friuli-Venezia Giulia si coltivavano 78 mila ettari di mais. Quest’anno siamo scesi a 40 mila ettari, poco più della metà. Un dato impressionante, sufficiente da solo a rendere evidente la crisi del settore cerealicolo regionale. A sottolinearlo è Martin Figelj, presidente regionale di Coldiretti.
Figelj evidenzia come la coltura del mais non possa essere trascurata in Friuli-Venezia Giulia: una sua contrazione rischierebbe infatti di mettere in difficoltà anche filiere importanti, come quelle del Montasio e del prosciutto, i cui disciplinari prevedono chiaramente che una quota significativa del fabbisogno alimentare degli animali venga prodotta all’interno della Dop.

A pochi giorni dalla Giornata del Ringraziamento, che si celebra anche in Friuli domenica 8 novembre, in un’ampia intervista a cura di Valentina Zanella, pubblicata sulla Vita Cattolica del 4 novembre 2026, il presidente di Coldiretti traccia un bilancio dell’annata agricola: «Sicuramente quella che si sta concludendo è stata un’annata molto impegnativa – afferma –, che però ha regalato anche soddisfazioni». Tra queste ultime Figelj cita i risultati del settore vitivinicolo, dove pur in presenza di una produzione inferiore legata soprattutto alla siccità, la qualità «è veramente molto buona». In crescita anche i risultati delle aziende casearie che trasformano il proprio latte direttamente in azienda e lo vendono al consumatore, anche grazie al circuito Campagna Amica. Buone performance si registrano anche nel settore dell’allevamento suinicolo e bovino. «Per quanto riguarda la carne bovina, si registrano anche aumenti della domanda a livello nazionale – rileva Figelj –. Penso in particolare alla carne destinata alla produzione di bresaola, che per la maggior parte proveniva dal Brasile e la cui importazione è stata sospesa nel rispetto del principio di reciprocità previsto nell’ambito del Mercosur (anche grazie alle mobilitazioni di Coldiretti a Bruxelles!)».

I prezzi dei prodotti agricoli subiranno altri aumenti? «La verità è che in questi mesi i rincari, anche del 30-40%, che si sono visti sugli scaffali dei negozi sono frutto degli aumenti applicati dalla grande distribuzione – risponde il presidente di Coldiretti Fvg –. L’adeguamento dei prezzi nel settore primario è stato davvero minimo».

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