Nel suggestivo scenario del borgo carnico, si è aperta ufficialmente, giovedì 11 giugno, la 22ª edizione della mostra d’arte di Illegio, curata da don Alessio Geretti. Un evento che, anno dopo anno, trasforma una piccola comunità di montagna in un palcoscenico culturale di rilievo internazionale.
Il sindaco di Tolmezzo, Roberto Vicentini, ha espresso l’orgoglio dell’amministrazione comunale per un percorso culturale che da oltre vent’anni valorizza il territorio friulano. Illegio, ha spiegato, dimostra come un piccolo borgo possa diventare un polo d’attrazione per visitatori italiani e stranieri. La mostra non è un evento isolato, ma una chiave d’accesso per scoprire la viabilità, i servizi, i paesaggi e le tradizioni dell’intera montagna friulana. «L’arte genera relazioni – ha concluso – crea economia e rafforza l’identità. La cultura non è un lusso, ma una forma di cura dei luoghi, delle persone e della memoria del futuro».
Portando i saluti del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga e della Giunta regionale, Barbara Zilli, assessore regionale alle Finanze, ha espresso plauso alla “follia” visionaria e ostinata di mons. Angelo Zanello e don Alessio Geretti, capaci di dare vita a un miracolo culturale 22 anni fa. Citando Antoni Gaudí, Zilli ha sottolineato come a Illegio la bellezza sia diventata una vibrante responsabilità collettiva e di comunità. Il concetto di “dialogo”, ha concluso Zilli, è una sfida intima e universale al tempo stesso, un’occasione preziosa per interrogarsi davanti a capolavori di straordinario valore.
Dopo i 50.000 visitatori dello scorso anno, ha affermato Lara Iob, presidente del Comitato San Floriano, organizzatore della rassegna, viene riconfermata la fiducia dei grandi musei e dei collezionisti che affidano a Illegio le loro opere. Il tema di quest’anno non è solo il titolo della mostra, ha riflettuto Iob, ma è stato il metodo stesso con cui è stata costruita grazie a relazioni e ascolto reciproco. «Dialogare – ha concluso Iob – non significa semplicemente parlare, significa anzitutto ascoltare, riconoscere l’altro prima della sua opinione e accettare la differenza senza trasformarla in distanza».
A conclusione degli interventi istituzionali, la parola è passata al curatore don Alessio Geretti, il quale ha preso la guida della platea per accompagnare il pubblico nell’affascinante percorso teologico e artistico delle opere in esposizione, svelandone i significati più profondi ed evidenziando come questa mostra sia «un viaggio in cui l’arte aiuta a guardare il prossimo con maggiore attenzione, rispetto e curiosità».
Il tema dell’esposizione ha trovato una naturale espressione nell’incontro tra arte e musica grazie all’intervento del cantautore Antonio Diodato, già vincitore del festival di Sanremo nel 2020 con la canzone “Fai rumore”. Un dialogo che non riguarda soltanto le persone, ma anche il rapporto tra passato e presente, tra le opere e chi le contempla, tra la bellezza e le domande più profonde dell’animo umano.
Ascoltare Diodato dal vivo significa lasciarsi coinvolgere da una narrazione fatta di parole, emozioni e silenzi. Con la sua eleganza interpretativa e una vocalità intensa e delicata al tempo stesso, il cantautore ha saputo creare un’atmosfera di autentica partecipazione, accompagnando il pubblico in un percorso che si è intrecciato armoniosamente con il messaggio della mostra.
Per quanti erano presenti, è stata un’esperienza di grande bellezza, nella quale musica e arte figurativa hanno dialogato in modo naturale, offrendo un momento capace di coinvolgere mente e cuore.
La mostra “Il Dialogo” si è aperta così sotto i migliori auspici, confermando ancora una volta la capacità di Illegio di fare della cultura un luogo privilegiato di incontro, riflessione e condivisione.














