Prosegue a Valle di Soffumbergo, in comune di Faedis, la Festa delle Castagne e del Miele di Castagno, giunta alla 45ª edizione con ancora due weekend – il 17, 18, 24 e 25 ottobre – densi di eventi tra natura ed enogastronomia, laboratori e spettacoli, promossa dalla locale Pro Loco che ha la particolarità di essere la più piccola d’Italia. Ma come stanno quest’anno le castagne, indiscusse protagoniste della manifestazione che ogni anno richiama migliaia di visitatori? Come sta andando la stagione, considerando la grande siccità che ha caratterizzato durante i mesi estivi anche il Friuli-Venezia Giulia? «È una stagione difficile – ha confermato Gianfranco Specia, presidente della Pro Loco Valle di Soffumbergo, intervistato da Radio Spazio – e con il grande caldo di luglio le piante sono andate in estrema sofferenza, non avendo potuto fruttificare in maniera adeguata. Ciò comporta sicuramente un calo della produzione».
Non solo in termini numerici di frutti che non saranno, dunque, raccolti. «La castagna non risulta di grossa pezzatura, ma medio piccola, proprio per la forte carenza di acqua patita».
Insomma, la siccità presenta il suo conto e nei castagneti locali – ma non solo (avendo le alte temperature e la poca pioggia interessato tutta Italia) – quest’anno ci si dovrà accontentare di castagne di modeste dimensioni, con ricci che sono rimasti piccoli proprio perché la mancanza d’acqua ha sottoposto le piante ad uno stress prolungato.
E anche se a livello regionale il danno dovuto al cambiamento climatico non è ancora stato quantificato – essendo la raccolta in atto – a livello nazionale la campagna 2026 si sta già presentando segnata da un calo stimato tra il 25% e il 30%. Numeri che preoccupano e che mettono in evidenza come il futuro della castanicoltura dipenda sempre più dalla capacità di gestire stress climatici e pure problematiche sanitarie (in Puglia, per esempio, oltre alle patologie che possono determinare il dissecamento delle foglie e la caduta precoce dei ricci, ci si ritrova a fare i conti con la presenza di un insetto originario della Cina che compromette lo sviluppo della pianta).
Ma seppur piccole, le castagne – che restano, comunque, il frutto autunnale più amato – sono sempre gradite e si possono consumare in svariati modi, sia con preparazioni classiche sia come ingrediente di piatti dolci e salati. E si possono pure conservare, per gustarle poi nel corso dell’inverno, come ha consigliato Specia. «Vanno tagliate e tenute in congelatore da cui poi, direttamente, una volta che si vogliono utilizzare, vanno riposte su una piastra ben calda. Il risultato è un prodotto sempre fresco e buono».
Valentina Pagani e Monika Pascolo














