Dopo aver frequentato le medie alla scuola Blanchini di Udine, aveva seguito un corso di dattilografia. Grazie all’attestato professionale, attorno ai 16 anni era stata assunta come dattilografa alle Arti Grafiche Friulane che allora avevano sede in via Treppo a Udine, nello stabile in cui attualmente c’è la redazione unificata dei media diocesani, “la Vita Cattolica” e Radio Spazio “La voce del Friuli”.
Oggi Laura Sambucco, che abita alla periferia della città, ha quasi 88 anni (li compirà il 13 aprile). E di quel periodo in cui, con grande dedizione e orgoglio, da segretaria batteva a macchina gli articoli dettati da mons. Corrado Roiatti (oppure li ricopiava dai suoi appunti scritti a mano), direttore della tipografia e collaboratore del settimanale dell’Arcidiocesi di Udine, conserva un ricordo carico di affetto e gratitudine (seppur giovanissima, infatti, era stata scelta per un incarico piuttosto delicato).
Nel racconto della figlia, Maria Luisa Valiera, traspare la grande emozione che si rinnova ogni settimana quando a casa di Laura viene recapitata “la Vita Cattolica”, oppure quando le capita di sfogliare l’almanacco “Stele di Nadâl”. «Se poi si nomina “via Treppo” gli occhi di mia madre si accendono e i ricordi di quel periodo in cui ha lavorato al fianco del sacerdote diventano nitide immagini, cariche di particolari, nonostante da allora siano passati 70 anni».

Laura è rimasta impiegata all’Ufficio testi delle Arti Grafiche fino all’età di 21 anni, quando poi si è sposata. «La famiglia di mia madre, e ciò è stato confermato anche da sua sorella, mia zia Clara, era legata a mons. Roiatti da grandissimo affetto e da una profonda stima. Al tempo cappellano a Codroipo, era il sacerdote “di casa”. Un punto di riferimento importantissimo, non solo dal punto di vista spirituale. Mia madre racconta che l’amicizia che lo legava ai miei nonni era talmente radicata che, quando nel 1950 si recarono a Roma in occasione dell’Anno Santo, la zia venne affidata proprio a lui e alla sua perpetua Fides, rimanendo ospite a casa sua per tutta la durata del pellegrinaggio dei genitori».
E quando lo zio Attilio, che lavorava come tipografo fuori dal Friuli, rientrava a casa, lo stesso mons. Roiatti lo chiamava a dare una mano in Arti Grafiche, richiesta a cui lui rispondeva sempre, con piacere, in maniera positiva.

Laura racconta che il sacerdote – nato nel 1897, è morto nel 1985 ed è sepolto nel cimitero di Santa Maria la Longa – viveva accanto alla tipografia: il suo ufficio era vicinissimo ai locali adibiti ad abitazione e ciò significava che il suo impegno lavorativo alla guida della tipografia non contemplava quasi mai pause.
Tra i ricordi di quel periodo, l’ex dattilografa conserva due fotografie in bianco e nero (gentilmente concesse per la pubblicazione): sono ritratti gli addetti impiegati alle Arti Grafiche Friulane durante un evento storico e indimenticabile per la “via Treppo” di allora. Nei locali della tipografia, dove si stampava anche “la Vita Cattolica”, era infatti giunto in visita il ciclista Gino Bartali. In quel giorno nessuno aveva voluto perdere l’occasione di farsi immortalare insieme al famoso campione. E del fatto, è facile immaginare, si parlò per lungo tempo.
Monika Pascolo














