Nel critico panorama economico di questo 2026, finalmente una buona notizia. L’artigianato del Friuli-Venezia Giulia ha avviato l’anno con un saldo positivo tra aperture e chiusure aziendali. Sono 11 nel complesso le imprese in più nel primo trimestre. 758 le nuove iscrizioni a fronte di 747 cancellazioni. Un dato in controtendenza rispetto alla stagionalità negativa del periodo e che conferma il trend di crescita già registrato negli ultimi anni.
Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato Udine, al 31 marzo 2026 il sistema artigiano regionale conta 27.712 imprese attive. Il primo trimestre conferma la fase espansiva avviata nel 2023: +283 imprese in un anno, +237 nel 2024 e +171 nel 2025.

Tilatti: «Fase di rinnovamento strutturale»
«Questo avvio del 2026 lancia un messaggio chiaro: l’artigianato del Friuli-Venezia Giulia è entrato in una fase di rinnovamento strutturale», sottolinea il presidente di Confartigianato Fvg, Graziano Tilatti, evidenziando il ruolo delle politiche regionali e dei nuovi bandi per l’artigianato, insieme alle agevolazioni per le nuove imprese. Strumenti considerati decisivi per sostenere chi avvia attività.
Nel lungo periodo il comparto mostra una tenuta superiore alla media nazionale: tra il 2015 e il 2025 la contrazione delle imprese attive è stata pari al -3,7%, contro il -9,2% registrato in Italia. Il Friuli-V.G. si colloca così al terzo posto nazionale per capacità di resistenza e al secondo nel quinquennio 2020-2025, con una variazione positiva dello 0,5%.
Il segretario generale di Confartigianato Fvg, Enrico Eva, evidenzia una forte riconversione settoriale: la fine dell’effetto del Superbonus 110% non ha indebolito il comparto casa, ma ha favorito la nascita di micro-imprese specializzate in impianti ad alta efficienza energetica, domotica e soluzioni legate alla Transizione 5.0. In parallelo si riducono i piccoli cantieri tradizionali, compensati da attività più specializzate e tecnologiche.
In regone territori diversificati
A livello territoriale, nel primo trimestre 2026 la crescita regionale (+0,04%) è trainata da Trieste (+27 imprese), Pordenone (+17) e Gorizia (+11), mentre Udine registra un saldo negativo di -44 unità. Tuttavia, proprio nelle aree di Udine e Pordenone si conferma la tenuta del manifatturiero d’eccellenza e della subfornitura metalmeccanica e dell’arredo.
Il comparto dei servizi alla persona e digitali rappresenta oggi il 41,3% dell’artigianato regionale (estetica evoluta, riparazioni elettroniche e logistica dell’ultimo miglio sono settori sempre più richiesti dal mercato).
Con 65.402 addetti, pari al 15,7% dell’occupazione regionale, e un valore aggiunto di 3,6 miliardi di euro, l’artigianato si conferma una componente strategica dell’economia del Friuli-Venezia Giulia.
F.D.M.















