Opinioni

Papa Leone ai giovani: «Voi siete i santi di Francia»

Vivendo in Francia da 11 anni ho scoperto che i Cristiani qui sono profondamente feriti. Ed è tirando fuori i denti che reagiscono. Il lascito della violenza dell’episodio rivoluzionario del 1789 e del Terrore è ancora ben presente e influenza il loro modo di essere Cristiani oggi. Questa tensione fra l’ambito civile e religioso si sente, altroché. Invece di fronte al secolarismo «stringono i denti» per darsi coraggio malgrado una fragile presenza di praticanti (5,5% della popolazione secondo un sondaggio Ifop del 2025) e una proposta pastorale spesso scarsa, sopratutto nel mondo rurale e con l’eccezione di certe grandi missioni cittadine o comunità floride. Recentemente, invece, il numero dei battesimi di adulti e adolescenti è aumentato significativamente (21.000 battesimi di adulti e adolescenti nel 2026, cifre più che quadruplicate negli ultimi 5 anni).

É in questo clima di speranza che i Francesi – e noi con loro – hanno vissuto la visita del Papa Leone XIV a Parigi, Lourdes e Metz dal 25 al 28 settembre 2026. Un vero balsamo e un’occasione attraverso la sua presenza e il suo messaggio di avvicinarsi a Cristo.

La folla ad accoglierlo era immensa: 300.000 persone sul percorso in papamobile a Parigi, 80.000 giovani dai 17 ai 35 anni alla veglia allo Stade de France, più di 800.000 alla Messa sugli Champs-Élysées, 150.000 fedeli a Lourdes e 35.000 a Metz. Queste cifre superano di gran lunga quelle delle precedenti visite apostoliche (escludendo le Giornate mondiali della gioventù): 260.000 fedeli per Benedetto XVI (sulla spianata degli Invalides) nel 2008 e 350.000 persone parteciparono alla Messa a Le Bourget presieduta da Giovanni Paolo II nel 1980 (la visita precedente fu all’occasione della consacrazione di Napoleone I nel 1804).

Ho partecipato alla Messa sugli Champs-Élysées assieme alla pastorale dei giovani della mia diocesi (Amiens, ndr). Un luogo altamente simbolico: l’altare alla Concorde dove il Papa ha presieduto la celebrazione era collocato sul luogo esatto della ghigliottina, simbolo della Rivoluzione francese, dove sono state giustiziate 1.120 persone fra cui il re Luigi XVI. È stato un incontro sotto il segno della pace e dell’unità. La folla era festante: giovani, famiglie con bambini, persone anziane. Regnava un clima di gioia pura e grande serenità. I commentatori di ogni sponda hanno descritto la visita del Papa come un momento sospeso nel tempo, un’occasione di unità, una tregua fra le tensioni sociali e un esempio di grande rispetto reciproco. Le forze dell’ordine entravano in pattuglia sugli Champs-Élysées sotto gli applausi della folla; non c’è stato nessun disordine o problema di sicurezza. È stato inimmaginabile scendere dalle corriere camminando nel bel mezzo dei grandi boulevards privatizzati per l’occasione, di pregare l’Angelus, il credo e vivere la Messa con centinaia di migliaia di persone nel cuore di Parigi, di vedere le persone confessarsi sui marciapiedi, le file di genitori tendere i loro bebè per la benedizione del Papa, i volontari al servizio, le migliaia di coristi cantare all’unisono e i social invasi da queste bellissime immagini.

La veglia allo Stade de France è stata un tripudio di bellezza (guardatela in differita!) e ha trasmesso un grande senso di fierezza. Lo spettacolo sulla storia cristiana della Francia e i suoi santi è stato toccante. Questo il messaggio finale incoronato visivamente dai fuochi d’artificio: i numerosissimi santi del passato sono l’eredità e l’ispirazione che i giovani francesi ricevono oggi per poter a loro volta aspirare alla santità. Una boccata d’aria e un’organizzazione perfetta da parte della Chiesa in Francia.

Papa Leone ha detto di essere personalmente toccato dalla visita. Ha diffuso di messaggi forti su numerose tematiche. Ha ribadito le «ricche radici cristiane» della Francia e ha preso posizione sulla laicità dicendo che un «cristiano coinvolto nella vita pubblica (…) non può essere considerato un proselitista o una minaccia all’unità della patria». Ai giovani ha detto: «Grazie per il vostro coraggio, per la vostra presenza, per la vostra Fede. Voi siete i santi di Francia!». É stato esplicito sulle leggi bio-etiche: «impossibile considerare normale togliere la vita, ciò che è legale non è necessariamente morale», riconfortando anche i malati nella loro dignità. Durante i vespri a Notre-Dame ha parlato ai sacerdoti e consacrati ringraziandoli per la loro «risposta e la [loro] fedeltà al Signore». Ha chiesto loro di preservare la loro «vita interiore con il Signore» e di essere l’«espressione limpida della maternità divina della Chiesa». Sulla questione liturgica ha chiesto «che le celebrazioni liturgiche siano sempre vissute con dignità e decoro» e di «mettete al di sopra delle vostre personali sensibilità la comunione col successore di Pietro e con la Chiesa».

Una visita apostolica storica, densa, ricca di emozioni e di immagini di tenerezza. Il Pontefice ha offerto ai Francesi una testimonianza di vicinanza, un’esperienza di Fede e un balsamo al cuore che li accompagnerà ogni giorno.

Michela Zuliani

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