Cultura

Stele di Nadâl in edicola, tra grandi classici e parecchie novità

Da settantotto anni a questa parte il Natale del Friuli si colora delle parole e delle immagini di «Stele di Nadâl», l’almanacco del settimanale «La Vita Cattolica» che accompagna lettori e lettrici di mese in mese con un racconto che tocca storia, cultura, tradizioni e attualità.

Accadrà naturalmente anche quest’anno: «Stele di Nadâl» 2026 è, infatti, già arrivata nelle edicole, nelle librerie e nelle parrocchie in un’edizione ricca di novità. A partire dalla copertina, quest’anno affidata all’artista Elena Rosi, che – grazie alla tecnica del mosaico – ci fa posare lo sguardo sui tre Re Magi, con la speranza che tra i doni ci sia anche la pace a placare un mondo in subbuglio.

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A non cambiare è invece la firma che dà il “la” alle tante rubriche e agli approfondimenti, immancabile ad aprire «Stele di Nadâl» c’è infatti la riflessione in marilenghe di pre Vigij Glovaz, che ci prepara al nuovo anno invitandoci a guardarci allo specchio, ma soprattutto a riconoscerci – come in un secondo specchio – nel volto delle persone che incontriamo.

Ogni mese è aperto dal calendario con i Santi e «La preiere» di pre Rizieri De Tina, capace di accompagnarci nella quotidianità delle nostre vite. Parecchie le curiosità che si trovano nella finestra mensile «Ortaiis e verduris».

E di Santi friulani parla la rubrica di Giovanni Lesa che conduce il lettore alla scoperta di figure non sempre molto conosciute. A indagare la storia che si cela nei nomi dei paesi, da Cercivento a Bicinicco, è invece Lorena Durisotti. A riportarci nel presente sono poi i ragazzi e le ragazze raccontati nella rubrica «Giovani Talenti» in cui Anna Piuzzi ci conduce così in un inedito viaggio in Friuli-Venezia Giulia. Non poteva mancare – nell’anno del 50° anniversario del terremoto – uno spazio dedicato alla vicenda del 6 maggio 1976, a curarlo è Gianfranco Ellero nella rubrica «Alle nove della sera». Si parla invece di leggende in «Tal grim de liendas» di Celestino Vezzi. A svelarci tutto quello che c’è da sapere sul colle del Castello di Udine, autentico scrigno di storia e arte, è Stefano Damiani. Un esempio? Sapevate che la prima citazione del castello risale al 983 ed è contenuta in un documento dell’imperatore del Sacro Romano Impero, Ottone II?

Un altro inedito viaggio in Friuli è quello che propone Monika Pascolo nella sua rubrica dedicata alle bande cittadine, realtà amatissime del territorio che animano e scandiscono con la loro musica la vita delle diverse comunità. Alcune hanno radici davvero antiche come quella di Madrisio, nata nel 1872 nel contesto parrocchiale.

Tutto carnico è invece il percorso tracciato da Novella Del Fabbro ed Elisa Cedolini che hanno realizzato la rubrica «Crùos e ragazions in Cjargno», in cui raccontano le tradizioni di fede legate alle rogazioni e alle bellissime e caratteristiche croci delle pievi che costellano la Carnia.

È invece un’immersione nella natura quella suggerita da Valentina Zanella e Tiziano Fiorenza che in «Scrigni di natura» danno conto di parchi e riserve del Friuli-Venezia Giulia e delle specie animali che qui trovano riparo. Immancabile un altro grande classico di Stele di Nadâl: il dottor Guglielmo Pitzalis ritorna con i consigli della rubrica «La salût no si compre».

Ogni mese, inoltre, ha un articolo di approfondimento: il direttore don Daniele Antonello ricorda i 100 anni de «La Vita Cattolica»; don Christian Marchica affronta il tema del Mercoledì delle ceneri e del digiuno; Daniele Cortolezzis racconta i 30 anni dell’associazione «Amici di don Emilio de Roja»; Silvia Biondi dei cjarsons; Gabriele Zanello del ruolo delle lingue per la pace; Carlo Gaberscek passa in rassegna i film e le serie tv girati in regione; Paolo Patui analizza la questione della lettura e della letteratura; del ruolo della Chiesa nel terremoto parla Francesco Dal Mas; di sociale e futuro scrive Giovanni Lesa; dell’ascesa in A1 da parte dell’Apu Udine dà conto Roberto Meroi, infine, Gabriella Bucco racconta la copertina di Stele di Nadâl.

Come sempre Stele di Nadâl è anche occasione di svago, grazie al cruciverba di Bruno Fontanini e alle barzellette di «Ridi ma no masse» di Giuliano Iacuzzi.

“Stele di Nadâl” 2025 è acquistabile, al prezzo di 11 euro, in edicole, librerie, parrocchie e nella sede de La Vita Cattolica, a Udine in via Treppo 5/B, oltre che sul sito del settimanale. Per gli abbonati al settimanale diocesano prezzo speciale di 7 euro.

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