I “protagonisti dimenticati” della ricostruzione – così il titolo del convegno – “alzano la testa”. L’appuntamento è ad Artegna, al teatro mons. Lavaroni, sabato 19 settembre, alle 10, con mons. Angelo Zanello, Sandro Cargnelutti, Ferdinando Ceschia, Gino Dorigo, Guglielmo Pitzalis, Norberto Urli ed altri protagonisti della ricostruzione dal basso.
«Non si può certo dire che il cinquantesimo del terremoto e la ricostruzione non siano stati ricordati più che abbondantemente dalla stampa e dalle televisioni e radio locali – spiega l’iniziativa Roberto Muradore, ex segretario della Cisl –. Più che ricordati, a dire il vero, celebrati. E ciò era in parte inevitabile sia per la tragicità dell’Orcolat sia per la indiscussa buona riuscita della ricostruzione». Il racconto celebrativo che si è fatto del post terremoto e della ricostruzione – secondo Muradore – ha giustamente rimarcato il ruolo fondamentale delle istituzioni (dal Commissario governativo alla Regione, fino ai sindaci), dei politici e degli imprenditori che effettivamente hanno dimostrato capacità e lungimiranza. «È stato però insufficientemente rammentato il ruolo della “int furlane” e della Chiesa. Il cosiddetto popolo delle tendopoli si auto-organizzò e in qualche modo si autorappresentò. L’ istituzione che fin dal primo momento capì e interpretò le volontà e i bisogni dei terremotati fu certamente la Chiesa. Ed è proprio per raccontare questo protagonismo della gente e della Chiesa friulana che abbiamo organizzato questo incontro».
Per non dimenticare – aggiunge Muradore – che la ricostruzione del nostro Friuli e lo stesso “modello Friuli” sono stati frutto anche e forse soprattutto del protagonismo del popolo friulano. Il “Com’era e dov’era” e il “Prima le fabbriche, poi le case, infine le chiese”, infatti, nascono perché le persone coinvolte non volevano la “grande Udine” ma ritornare a vivere nel loro paese. E i lavoratori e le lavoratrici non volevano rifare le valigie e ripartire “libars di scugnî lâ”.
Il convegno sarà introdotto dal sindaco di Artegna, Alessandro Marangoni. Il nostro giornale ha dato il patrocinio, proprio in virtù del fatto – come spiega ancora Muradore – che “La Vita Cattolica” ha dato voce alla rinascita dal basso.














