«Dove il cuore accoglie e l’amore cura» è il motto che accompagna il 60° anniversario del Centro Medico Pedagogico Santa Maria ai Colli, a Fraelacco. I festeggiamenti – iniziati a fine maggio con la “marcia longa” – domenica 21 giugno alle 15 vedranno la celebrazione della Santa Messa presieduta dall’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba. A seguire ci sarà la benedizione della madonnina all’interno del vecchio cedro. La struttura sorta nel 1964 per iniziativa di mons. Angelo Magrini, nel 1966 passò alla congregazione delle Sorelle dei Poveri di Santa Caterina da Siena. Fondato come istituto per orfani e bambini provenienti da famiglie fragili, il Centro si è evoluto negli anni in un punto di riferimento per la cura e l’educazione di minori e giovani adulti con disabilità, spesso complesse e gravi.
Una settantina le persone che partecipano alle attività diurne, quattro sono accolte anche in forma residenziale. Tre suore, cinquanta operatori, diversi volontari, tra cui vari medici, e gli insegnanti dell’annessa Scuola Primaria Statale con particolari finalità collaborano affinché ciascuno possa sviluppare le proprie potenzialità in un ambiente accogliente.
Un ruolo centrale è svolto dall’associazione di genitori «I Ragazzi dei Colli di Fraelacco» Odv, impegnata nel migliorare concretamente la qualità della vita degli ospiti attraverso iniziative come la realizzazione di un parco giochi inclusivo e il restauro della sala multifunzionale.
Dedicata a suor Tarcisia
Dopo la Santa Messa, si terrà anche l’intitolazione della sala polifunzionale a suor Tarcisia, indimenticata figura di riferimento del centro. Morta nel febbraio del 2019 all’età di 87 anni, suor Tarcisia ne aveva spesi ben 52 proprio a Fraelacco. Fiorentina, carattere energico e travolgente, Tosca Lorenzi (così si chiamava prima di prendere i voti) era poco più che quattordicenne quando annunciò al padre che voleva farsi suora. Lei stessa raccontava della sua contrarietà: «Non se ne parla neanche, ho una figlia sola e non si farà suora». Prontamente suor Tarcisia rispose: «Che sarà mai? Ne fai un’altra e io prendo i voti». E così fu.
Pronunciati i voti si unì alle Sorelle dei poveri di Santa Caterina da Siena, suore dell’Ordine fondato dalla beata Savina Petrilli. Assistente sociale e insegnante, prese incarico al Centro per ragazze poliomielitiche di Igea Marina, poi il destino la portò in quel Friuli che sarebbe diventato la sua casa. Faceva infatti parte del primo piccolo gruppo di suore (tre in tutto) che si ritrovarono a gestire 120 bambini con problemi comportamentali e difficoltà di apprendimento. E quando il terremoto del 1976 travolse il complesso di Fraelacco, rendendolo pericolante, annunciò: «Vado a cercare Zamberletti». All’ufficio del Commissario per la Gestione dell’emergenza in Friuli provarono a farla desistere, ma non ci fu verso di convincerla. Zamberletti la ascoltò e una manciata di giorni dopo a Fraelacco arrivò un grande prefabbricato riscaldato con i servizi, dove tutti i bambini trovarono posto.
I festeggiamenti proseguiranno a ottobre con il convegno di presentazione del libro dedicato alla storia del centro, mentre, il 18 dicembre alle 15, è invece in programma la Santa Messa di ringraziamento accompagnata dalla musica del coro «Vôs de mont».
Anna Piuzzi














