È la prima causa di disabilità nei paesi occidentali e la terza di morte (in Italia è responsabile del 9-10% dei decessi), eppure dell’ictus cerebrale e di come riconoscerne i segnali si sa ancora troppo poco. Proprio per questo l’associazione Alice odv (Associazione per la lotta all’Ictus cerebrale) in collaborazione con il Comune di Castions di Strada, promuove l’incontro dal titolo “Ictus cerebrale: conoscerlo per prevenirlo”, in programma venerdì 16 ottobre alle ore 20.30 nel polifunzionale di Morsano di Strada. Relatrice la neurologa Laura Ceccarelli (sabato 17, dalle 8, saranno eseguiti ecodoppler carotideo e screening cardiovascolare gratuiti).
«Nel caso di questa patologia, individuare i sintomi e intervenire senza perdere tempo può fare la differenza tra un recupero completo e conseguenze invalidanti, se non addirittura fatali – anticipa Ceccarelli in un’ampia intervista pubblicata sulla Vita Cattolica del 14 ottobre 2026 –. Purtroppo, invece, spesso c’è un ritardo nell’attivare i soccorsi. Per questo favorire il più possibile una corretta informazione è molto importante».
«I neuroni – spiega Ceccarelli – hanno un elevato fabbisogno energetico e sono particolarmente sensibili alla mancanza di ossigeno e sostanze nutritive trasportate dal sangue. Durante un ictus iniziano rapidamente a subire danni e possono morire in pochi minuti. Si stima che, durante un ictus ischemico, si possano perdere circa due milioni di neuroni ogni minuto».
I segnali d’allarme
Per ricordare i principali segnali d’allarme, Ceccarelli sottolinea che ci si può affidare all’acronimo inglese “BE-FAST”. La “B” sta per Balance, equilibrio: un’improvvisa perdita di equilibrio, difficoltà a camminare o a stare in piedi, problemi di coordinazione. La “E” sta per Eyes, occhi, quindi un disturbo acuto della vista, solitamente inteso come l’oscuramento improvviso di una parte del campo visivo. La “F” sta per Face, volto: un’asimmetria del viso e in particolare la discesa di un angolo della bocca, comunemente descritta come “bocca storta”. La “A” sta per Arm, braccio: un’improvvisa perdita di forza o difficoltà a muovere un braccio o una gamba o entrambi, generalmente dallo stesso lato del corpo. La “S” sta per Speech, linguaggio e rimanda a una difficoltà improvvisa ad esprimerci, ad articolare le parole o a comprendere ciò che viene detto. Infine, la “T” sta per Time, tempo e rimanda alla necessità di essere rapidi: in presenza anche di uno solo di questi sintomi, è fondamentale chiamare immediatamente il 112 o il 118.
«BE-FAST, pur essendo uno strumento mnemonico molto utile, non comprende tutti i possibili sintomi dell’ictus – aggiunge la neurologa –; anche un mal di testa improvviso, molto intenso e insolito, oppure un’improvvisa alterazione della sensibilità o dello stato di coscienza, richiedono una valutazione urgente».
I controlli
Quali controlli possono fare la differenza per allertarsi riguardo alla possibilità di un ictus? «Sicuramente, anche se non è stata documentata un’ipertensione, è opportuno controllare la pressione arteriosa regolarmente – risponde Ceccarelli –, anche a domicilio, tenendo un diario pressorio per due settimane così da notare se vi sono delle anomalie. È bene inoltre fare almeno una volta all’anno degli esami del sangue per verificare sia eventuali alterazioni della glicemia, sia il trend nel tempo del colesterolo. Importante è anche una buona igiene del sonno. Se il vostro partner dorme con voi, osservate se russa o se durante il sonno va in apnea, perché anche questi elementi possono incidere sul rischio».
L’intervista integrale con la dottoressa Ceccarelli, a cura di Valentina Zanella, si può leggere sulla Vita Cattolica del 14 ottobre 2026














