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«In Camerun lo abbiamo accolto come un padre. Ci ha commosso». L’eco del viaggio del Papa in Friuli

Tutt’altro che scontato il viaggio pastorale di Papa Leone in Africa, in Camerun in particolare. Sulla Vita Cattolica del 22 aprile 2026 pubblichiamo un ampio servizio dedicato al tema. Tra le testimonianze raccolte c’è quella di don Mathieu Belinga Mbarga (don Matteo), sacerdote camerunense della Diocesi di Bafia in servizio nella Parrocchia San Giuseppe di Latisana.

«Si è rivelato uno straordinario messaggero di pace» afferma  don Mathieu. «Mi ha sorpreso per la puntualità del suo intervento».

Dalle testimonianze raccolte nel suo Paese d’origine, come è stato percepito Leone?
«Basti dire che la commozione resta, seppur a giorni dalla visita. I cristiani, ma non solo, l’hanno percepito come un padre, che è stato di grande conforto spirituale, morale, anche sociale e culturale. Il Camerun è afflitto da tante sofferenze, dalla guerra civile alla conflittualità politica, alla povertà, alle diseguaglianze. Troppi mantengono una immotivata superiorità sugli altri. Insomma, siamo una società un po’ malata. La presenza amicale del Santo Padre ci ha aiutato a non sentirci soli. Ci ha invitato a non mollare, a non sederci, a non scoraggiarci, ma a reagire».

Douala, 17 aprile, viaggio apostolico di Papa Leone XIV in Camerun. Santa Messa al Japoma Stadium

Non ritiene che tanti di questi messaggi siano rivolti anche a noi, cristiani dell’Occidente, anzi di tutto il mondo?
«Certo, si pensi agli appelli contro le guerre, per la pace. Contro ogni tipo di sfruttamento finalizzato alla ricchezza. O alla raccomandazione sull’uso corretto dell’Intelligenza artificiale. Ma per quanto riguarda in particolare il Camerun, mi ha colpito l’invito rivolto al nostro Governo a non sprecare, anzi a non distruggere il rapporto con il popolo: ai giovani perché non se ne vadano via; alle donne che sono la memoria della società e che sono le prime persone che si fanno carico delle difficoltà, ma anche dell’educazione. Donne da inserire come protagoniste nella società».
Francesco Dal Mas

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