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Anniversario del terremoto. Dal Trentino il ritorno a Moggio per un abbraccio di solidarietà

Sono tornati laddove 50 anni fa erano arrivati in aiuto alle comunità friulane. Perché quel legame – in mezzo secolo – non si è mai reciso. Anzi. «Ben 330 famiglie moggesi furono sostenute da 250 Parrocchie trentine. E almeno venti di loro mantengono ancora contatti diretti», ha osservato Bruno Lucci che a Moggio Udinese guida l’associazione “Mueç Gemellata”.

Così una delegazione di ex volontari guidata dall’arcivescovo di Trento mons. Lauro Tisi (nella foto), domenica 3 maggio è stata accolta in Municipio, con la sindaca Martina Gallizia a fare gli onori di casa insieme al parroco mons. Lorenzo Caucig. Una giornata di grandi emozioni e ricordi, con tanti abbracci a testimoniare la profonda gratitudine verso quei giovani che all’indomani del 6 maggio 1976 non hanno esitato a lasciare i propri impegni e a mettersi in gioco in prima linea, tra macerie e sofferenza.

I volontari trentini che nel 1976 a Moggio hanno costruito uno dei primi prefabbricati

«I gemellaggi mirati tra Parrocchie trentine e le famiglie di Moggio più in difficoltà – ha detto la prima cittadina Gallizia – hanno garantito non solo un aiuto nella ricostruzione , ma anche un importante sostegno morale ed economico. Per questo oggi possiamo solo esprimere la nostra gratitudine». Parole riprese anche dal settimanale diocesano di informazione del Trentino – “Vita trentina” – che ha dedicato un ampio servizio all’incontro degli “amici” trentini e friulani.

Una giornata che ha visto anche la visita della delegazione alle monache clarisse del Monastero di clausura “Santa Maria degli Angeli” di Moggio di Sopra.

Monika Pascolo

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