Montagna

La commozione di Tolmezzo per l’addio a Cristina Dalla Marta

Una partecipazione corale, unanime, profondamente scossa e addolorata. Si è presentata così questa mattina la comunità di Tolmezzo, unita a diversi esponenti della politica locale e regionale, per l’ultimo saluto a Cristina Dalla Marta. Per l’occasione, il Comune di Tolmezzo ha proclamato il lutto cittadino, interpretando il sentimento di profondo cordoglio di un’intera vallata. Il Duomo tolmezzino non è bastato a contenere i tanti cittadini, amici e colleghi accorsi per stringersi attorno al marito Massimo Roseano, ai figli Marco e Martina, e a tutta la famiglia.

La scomparsa prematura dell’assessore comunale alla Famiglia, all’Istruzione e alla Disabilità lascia un vuoto importante; eppure, la straordinaria affluenza alle esequie ha testimoniato in modo tangibile la notevole statura umana e professionale di una donna che ha fatto dell’aiuto agli ultimi la propria missione di vita.

La liturgia funebre è stata officiata dal parroco, mons. Angelo Zanello — rientrato anticipatamente da un pellegrinaggio a Fatima per celebrare la Santa Messa —, coadiuvato dal direttore del Collegio Salesiano, don Loris Biliato.

Mons. Angelo Zanello

L’affidamento della defunta «alla Madonna dell’Amariana»

Durante una toccante omelia, mons. Angelo Zanello ha accostato la figura di Cristina all’elogio della donna virtuosa del Libro della Sapienza, descrivendola come una persona «leggera e umile, ma anche dolce, decisa, determinata e forte nella fede». Il parroco ha condiviso un ricordo intimo del suo ultimo incontro con lei presso l’Hospice di Gemona, pochi giorni prima del decesso. Davanti alla morte, ormai imminente, l’assessore aveva mostrato una serenità “mistica”, spiegando di aver pianificato da sola il ricovero: «Volevo che la mia famiglia iniziasse a camminare anche senza di me. La vita deve andare avanti. So di poter contare sull’aiuto del Signore e della Madonnina dell’Amariana».

Il parroco ha poi ricordato l’ultimo grande progetto che Cristina portava nel cuore: un piano concreto per sostenere le famiglie, proteggere la maternità e salvare i nuclei familiari dalla disgregazione, esortando sia la comunità cristiana sia quella civile a non disperdere questa preziosa eredità. «Chiedo a noi, comunità cristiana — ha proseguito monsignor Zanello — di spendere le nostre energie su questo capitolo con determinazione; e a voi, comunità civile, chiedo per favore di non dimenticare questo suo profondo desiderio».

Le parole della vicesindaca e del marito

Prima dell’inizio della Santa Messa, la vicesindaca e amica personale, Laura D’Orlando (presente anche il Sindaco Roberto Vicentini), ha portato il saluto commosso dell’amministrazione comunale, ricordando come Cristina abbia affrontato il proprio ruolo con un senso del dovere innato e un ascolto autentico, privo di qualsiasi giudizio.

L’impegno politico di Cristina Dalla Marta affondava le radici in una militanza storica nella Lega, iniziata nel lontano 1989 e guidata da un attaccamento incrollabile ai valori del territorio, della patria e dell’autonomia friulana. Diventata assessore nel 2023, aveva assunto l’incarico per onorare anche la memoria del nonno Tiziano Dalla Marta, storico sindaco del paese e custode di un insegnamento che Cristina ha fatto suo fino all’ultimo giorno: «Stai sempre dalla parte degli ultimi, dei più poveri, perché i ricchi hanno già chi li difende».

Il ritratto più intimo e completo è emerso dalle parole del marito, Massimo Roseano, legato a Cristina dal 1987. Roseano ha ripercorso la brillante carriera accademica e professionale della moglie che, laureatasi a Padova, era diventata psicoterapeuta e sessuologa. Una vita spesa interamente al fianco dei più fragili: prima con la cooperativa Itaca e il CAMPP, poi con la casa famiglia “Antonio Gianelli” e infine al S.I.L. (Servizio Inserimento Lavorativo di ASUFC), dove si occupava dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità.

Mons. Angelo Zanello durante le esequie dell’ass. Dalla Marta

Un altruismo che Cristina praticava anche nel privato, in totale riservatezza: il marito ha ricordato con commozione quando da casa sparivano abiti o stoviglie, pronti per essere donati a chi ne aveva più bisogno. La straordinaria semina di bene della donna è stata testimoniata non solo dalla presenza di personalità giunte da ogni dove, ma soprattutto dai messaggi di cordoglio arrivati persino dal carcere di Tolmezzo, dove l’assessore si recava regolarmente per portare parole di conforto e speranza ai detenuti.

L’ultimo tratto di vita di Cristina è stato segnato dal dolore. Dopo aver assistito con operoso silenzio il padre, scomparso per un tumore al pancreas nel 2023, alla fine del 2025 Cristina ha ricevuto la stessa identica, drammatica, diagnosi. Consapevole del decorso della malattia, ha reagito con dignità e fermezza, rifiutando ogni lamento e concentrando le sue ultime energie nel dare stabilità e futuro ai figli Marco e Martina, supportata da un’amministrazione comunale che l’ha coinvolta nelle attività cittadine fino all’ultimo.

In chiusura del suo intervento, il marito ha espresso una profonda gratitudine verso tutti coloro che hanno teso la mano alla famiglia in questo momento buio: dal Gruppo Pittini, per la straordinaria vicinanza umana e lavorativa, alle amiche Laura ed Elena D’Orlando, fino ai medici che l’hanno presa in carico e alle équipe dell’Oncologia di Tolmezzo e dell’Hospice di Gemona.

Un ringraziamento speciale è stato infine rivolto ai figli Marco e Martina: «Quando eravate piccoli vi abbiamo protetto noi; quando vostra madre è diventata fragile, lo avete fatto voi, con un amore profondo. La mamma non se n’è andata, continuerà a vivere attraverso il suo esempio».

Tolmezzo e la Carnia salutano oggi un esempio luminoso di civiltà, fede e inclusione, la cui testimonianza di vita e di servizio resterà una guida indelebile per il futuro di tutti.

Bruno Temil

Articoli correlati