Cento anni insiemeFriuli Orientale

Moimacco. Saule Caporale, da oltre 80 anni lettore attento e affezionato

È sicuramente uno dei lettori più longevi de “la Vita Cattolica”, abbonato storico che ancora oggi, a 92 anni, non appena il postino gli recapita il settimanale, inizia a gustarselo dalla prima all’ultima riga. «Lo leggo tutto, ma proprio tutto», conferma Saule Caporale, con una grinta invidiabile. Rientrato da qualche anno a vivere a Moimacco (accanto ai figli) – suo paese natale e dove ha fatto il sindaco per tre mandati, uno al tempo del terremoto del Friuli e due in tempi successivi, nel 1997 e nel 2001 –, dopo un’ampia parentesi a Udine (dal matrimonio fino al tempo del Covid) dove ha svolto la professione di commercialista, in passato ha fatto anche parte in maniera attiva dell’Azione Cattolica e praticamente da sempre il settimanale diocesano ha “accompagnato” la sua vita. «Quando ero bambino alla domenica servivo Messa e poi andavo per le case a consegnare il giornale alle famiglie abbonate, arrivando fino al borgo di Bottenicco», ricorda. Consegna e pure diffusione, cercando di proporlo – su incarico del Parroco di Moimacco – anche a chi non era ancora un lettore del giornale dell’Arcidiocesi. È capitato così che il piccolo Saule si fosse rivolto in un’occasione anche alla nobildonna Giuditta de Claricini che viveva in paese. «Il mio intento però non andò per niente a buon fine – racconta Caporale, sorridendo –; e la contessa mi fece capire senza mezzi termini che non era affatto interessata alla proposta».

Conclusa la parentesi legata all’infanzia e al compito di consegnare settimanalmente il giornale agli abbonati (al tempo le copie arrivavano in Parrocchia e da lì venivano poi smistate), Caporale inizia a leggere con assiduità “la Vita Cattolica”. «Ero ragazzino e frequentavo le medie all’Istituto Bertoni di Udine – è il suo racconto –; in collegio, dove sono rimasto anche per tutto il periodo delle superiori, avendo frequentato l’Istituto Zanon, già era presente il giornale».

Da allora non ha più smesso di leggere il settimanale dell’Arcidiocesi di Udine. E pure il quotidiano “Il Messaggero Veneto”, aggiunge, spiegando che la sua lettura è accompagnata costantemente anche dal prendere appunti, sottolineare parti iteressanti, scrivere note e riflessioni a margine del testo.

«È un’abitudine che sicuramente aiuta a mantenere attiva la sua memoria», sottolinea la figlia Annalisa, evidenziando l’energia e la determinazione che hanno sempre contraddistinto e accompagnato il padre: in famiglia come nella sua professione o nell’impegno di tanti anni nell’Azione Cattolica (compito che lo ha portato a rappresentare l’associazione laicale più volte, non solo fuori dai confini regionali, ma pure all’estero).

«Attraverso il giornale resto aggiornato su tutte le notizie della Chiesa friulana – ci tiene a dire Caporale –, sugli avvenimenti dei paesi e sulle principali notizie della regione e non solo. Mi piace molto e leggo interamente pure la pagina friulana, con la rubrica di Martinis sulle “peraulis in dismentie”, termini che conosco molto bene e la cui descrizione trovo piuttosto interessante».
Ancora autonomo nella quotidianità – «L’unico rammarico è non poter più guidare, ma non è stata una mia scelta», commenta con ironia –, lo storico lettore è stato uno dei primi a contattare la redazione non appena letto l’annuncio in cui “la Vita Cattolica” cercava tra i suoi abbonati quelli “da record”. Ben volentieri ha, quindi, accettato di raccontare il proprio legame con il settimanale che va avanti da oltre 80 anni, fin da quando bambino assolveva con orgoglio il compito affidatogli dal Parroco. Forse perché già allora Caporale non era affatto un bambino timido. «Una delle caratteristiche di mio padre, che ha mantenuto nel tempo, vuoi per il suo lavoro, vuoi per il suo temperamento, è la capacità di mettere in connessione le persone, di favorire legami. Professionali, di amicizia e non eslcudo che pure molti matrimoni li abbia favoriti lui», aggiunge Annalisa. Insomma, una persona attenta al prossimo e a ciò che accade nel mondo, che ha saputo creare anche con “la Vita Cattolica” un “legame” profondo e duraturo.

Monika Pascolo

Articoli correlati