Cento anni insieme

Cosa c’era prima de “La Vita Cattolica”? Viaggio nella stampa cattolica tra Ottocento e Novecento

Fu pubblicato il 10 gennaio 1926 il primo numero del settimanale La Vita Cattolica. Ma una stampa cattolica nel territorio della diocesi udinese esisteva già da qualche decennio. A ricostruire questo percorso è il primo capitolo del volume «”La Vita Cattolica” 1926-2026. Leggere un secolo di storia friulana» curato da Ivan Portelli nella Serie moderna e contemporanea dell’Istituto Pio Paschini per la Storia della Chiesa in Friuli” (Forum), da poco pubblicato in occasione dei cent’anni del settimanale diocesano di Udine.

Dopo l’ingresso del Friuli nel Regno d’Italia, nel 1866, i primi esempi di quotidiani nati nel territorio erano tutti collocati su posizioni liberali, più o meno progressiste: da “La Voce del Popolo” al “Giornale di Udine”, “La Patria del Friuli”, “Il Friuli”. A poco a poco, spiega Portelli, «nell’ambito udinese, e quindi italiano, alla luce della contrapposizione tra Stato e Chiesa, si pone il problema della strutturazione di una presenza politica cattolica, capace di inserirsi nel contesto elettorale e amministrativo dell’epoca».

In questo ambito comincia a porsi il problema anche di una stampa cattolica. Subito dopo l’annessione all’Italia, l’unico periodico cattolico pubblicato a Udine è “La Madonna delle Grazie”, bollettino del santuario, edito a partire dal 1868, che però si limita a contenuti devozionali.

Un nuovo libro ripercorre i cento anni de La Vita Cattolica

Il primo giornale cattolico friulano: Il Cittadino italiano (1878)

Bisogna attendere il 1878 per la nascita del primo quotidiano cattolico udinese: si tratta de “Il Cittadino italiano”, creato e diretto da don Giovanni Dal Negro, sacerdote di origine veneziana, chiamato in diocesi dall’arcivescovo mons. Andrea Casasola. Si tratta di un giornale formalmente autonomo dalla Curia, «i cui oneri sono prevalentemente in carico a Dal Negro», ricostruisce Portelli. Di qui, «la debolezza dell’operazione» editoriale, alle prese con un forte indebitamento.

L’iniziativa della Curia: nel 1900 ecco Il Crociato

Nel frattempo, però, anche alla luce del pontificato di Leone XIII, l’esigenza di una presenza dei cattolici nella società si fa sempre più forte. Di qui l’interesse anche della Curia udinese ad avere un proprio giornale. Ciò porta il nuovo arcivescovo mons. Pietro Zamburlini a prendere in mano direttamente la questione, prima cambiando la direzione de “Il Cittadino italiano” – che cesserà le sue pubblicazioni nel 1907 – e creando, nel 1900, “Il Crociato”, “giornale cattolico del Friuli”, affiancato subito dal settimanale “Il piccolo Crociato” rivolto ai giovani, che dal 1910 prenderà il nome di “La nostra bandiera”.

“Il Crociato” è «a tutti gli effetti sotto l’egida della Curia arcivescovile», nota Portelli. La direzione è affidata al giovane sacerdote friulano don Edoardo Marcuzzi, affiancato dal 1905 da don Attilio Ostuzzi, che dal 1911 lo sostituirà nella direzione del quotidiano, che da questa data cambierà anche nome, divenendo “Il Corriere del Friuli”. «Il progetto culturale e politico è chiaro – scrive Portelli – sostenendo una precisa idea di società, ma anche di nazione italiana in cui si riconosce l’esigenza di una riaffermazione dei valori originari della cattolicità: un impegno preciso di trasformazione della realtà italiana in cui quella udinese è perfettamente inserita».

Una delle prime pagine de “Il Crociato”

Questa nuova iniziativa editoriale viene sostenuta anche dal nuovo arcivescovo, il milanese mons. Antonio Anastasio Rossi, che porta la tipografia nelle pertinenze del Palazzo patriarcale, con il nome di Stabilimento tipografico San Paolino.

La Prima Guerra mondiale segna tempi non facili anche per la stampa cattolica, sottoposta, come tutta la stampa italiana, ad una rigida censura. Nel 1917 un articolo del Corriere del Friuli ritenuto di istigazone alla ribellione porta alla soppressione del giornale ed all’internamento del direttore don Gabriele Pagani.

Un difficile dopoguerra. Il Friuli (1919) e Fiamma giovanile (1921)

Il dopoguerra vede la nascita del Partito Popolare che fonda nel 1919 un proprio organo di stampa, “Il Friuli”, diretto anch’esso da don Ostuzzi.

Nel frattempo si fa sempre più forte la contrapposizione tra le posizioni popolari e il nascente fascismo. In questo contesto nel 1921 avviene la devastazione della tipografia cattolica da parte di una squadra fascista. Sempre nel 1921 nasce “Fiamma giovanile”, quindicinale della Gioventù cattolica friulana, diretto prima da don Paolino Urtovic, poi da don Olivo Comelli (futuro primo direttore de La Vita Cattolica).

La riproduzione della prima edizione del settimanale “La Vita Cattolica”

Nasce La Vita Cattolica

L’affermarsi del fascismo vede la sospensione della libertà di associazione e di quella di stampa. Il Ppi viene sciolto ed in Friuli anche il suo organo di stampa, “Il Friuli”, nel novembre 1925 interrompe le pubblicazioni. «La Chiesa – scrive Ivan Portelli – non difende il Ppi, ma la possibilità di una presenza ecclesiale autonoma: si sacrifica l’autonomia politica e sindacale rispetto a quella ecclesiale». «È quindi all’Azione Cattolica che si guarda e che diventa oggetto di particolari cure: è ritenuta lo strumento con cui il laicato può essere riorganizzato per indirizzare in senso cattolico tutta la società».

Ecco allora che, prosegue Portelli, «la decisione di arrivare ad avere avere una stampa autenticamente diocesana, non più connessa con movimenti politici o sindacali, porta la Giunta diocesana di Azione Cattolica ad avviare la pubblicazione di un foglio mensile già a partire dal dicembre 1924. Il periodico si intitola “La Vita Cattolica”». A idearlo e guidarlo è l’allora presidente della Giunta diocesana dell’Azione Cattolica, Giuseppe Brosadola.

Due anni dopo, “La Vita Cattolica”, con la direzione di don Olivo Comelli, diventerà il settimanale che quest’anno ha compiuto i suoi primi cent’anni di vita.

Dove trovare il libro sui 100 anni de La Vita Cattolica

Il libro «”La Vita Cattolica 1926-2026. Leggere un secolo di storia friulana» di Ivan Portelli si può acquistare nella sede del settimanale, in via Treppo 5/B a Udine, e alla Libreria Paoline, in via Treppo 5.

Stefano Damiani

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