«Questo spettacolo è il ricordo di una ferita, di uno strappo, ma è anche una storia di resurrezione, di resistenza, diventata poi d’esempio: per tutta Italia e credo per il resto del mondo». Così Simone Cristicchi, nella conferenza stampa di giovedì 27 agosto nella sede udinese della Regione, ha sintetizzato in un videomessaggio il significato di “Orcolat ‘76”, lo spettacolo di cui è autore e interprete e che andrà in scena nel Duomo di Gemona martedì 15 settembre (alle 17 e alle 21), nel giorno dell’anniversario della scossa che cinquant’anni fa dette la spallata finale al Friuli, già duramente colpito la prima volta il 6 maggio (ingresso gratuito con prenotazioni sul sito www.ertfvg.it). Poi il lavoro inizierà una tournée in cinque date nei teatri dell’Ente regionale teatrale: il 20 ottobre a Latisana, il 21 a Sacile, il 22 a Maniago, il 23 a Grado e il 24 ad Artegna.
Prodotto da Edit Eventi per l’Ert Fvg e il Comune di Gemona, con il sostegno della Regione Fvg, lo spettacolo – che vede in scena 120 artisti più 40 dietro le quinte, ha ricordato il presidente di Edit Eventi, Andrea Del Favero – è la ripresa di quello che venne rappresentato per la prima volta il 15 settembre del 2016, quarantennale del terremoto, sempre nel Duomo di Gemona. Una serata indimenticabile che fu salutata dal tantissimo pubblico presente con applausi e lacrime, segno di come Cristicchi fosse riuscito a mettersi in sintonia con un popolo e con la tragedia da esso vissuta.
Del resto, come ha ricordato lo stesso artista romano, quel lavoro era stato costruito da lui, assieme a Simona Orlando, con interviste a coloro che il terremoto l’avevano vissuto. Uno spettacolo in forma di oratorio con le musiche di Valter Sivilotti. «Ho vissuto il terremoto – ha ricordato il compositore friulano – perdendo anche alcuni compagni di classe. Riandare a quell’emozione mi ha fatto trovare delle soluzioni armoniche e melodiche legate al nostro territorio, ovvero una sensibilità che è a cavallo tra musica latina e balcani e che più ampiamente troviamo nella musica mitteleuropea».
Composizioni di grande forza epica che verranno eseguite, come dieci anni fa, dalla Fvg Orchestra e dal Coro del Friuli Venezia Giulia.
Sarà quindi emozionante riascoltare lo sconvolgente “Dies Irae” che descrive il risveglio dell’Orcolat e la travolgente emotività del brano finale, su testo di Renato Stroili Gurisatti. Ma la partitura musicale contiene anche alcuni brani dell’epoca dei cantautori friulani Dario ed Ennio Zampa, Giorgio Ferigo, del Povolar Ensemble, affidati alla voce di Francesca Gallo. Ad aprire lo spettacolo è la “voce” e i suoni del terremoto incisi casualmente in un nastro sul quale un giovane studente udinese, la sera del 6 maggio 1976, stava registrando un disco dei Pink Floyd. Rispetto allo spettacolo di 10 anni fa, l’unica differenza è purtroppo l’assenza dell’attrice Maia Monzani, mancata nel 2020 e che allora era stata intensa protagonista di alcune parti recitate, quest’anno affidate a Anna Maria De Monte.
Tante e toccanti le storie che Cristicchi ha deciso di portare in primo piano in “Orcolat ‘76”: da quelle delle bambine tratte dalle macerie dai vigili del fuoco ai comitati di tendopoli con le loro battaglie perché il Friuli risorgesse com’era e dov’era. È il popolo friulano l’unico protagonista di “Orcolat ‘76”, in cui mai vengono citati singoli personaggi istituzionali, con un’unica eccezione: l’Arcivescovo di Udine, Alfredo Battisti, del quale viene ricordato il profetico “prima le fabbriche, poi le case, infine le chiese”, motto che diventa sintesi del modello Friuli. Ed anche un altro prete viene citato: don Dino Pezzetta, a proposito del suo dubbio nel rispondere alla domanda “Dov’è Dio?”, fattagli a bruciapelo dopo il 6 maggio, dubbio sciolto positivamente dopo aver visto la solidarietà e la ricostruzione.
Il finale si proietta al futuro, laddove Cristicchi si domanda perché quella forza e quella solidarietà che i disastri fanno sorgere, col ritorno alla normalità si appanni. «Oltre a proporre un progetto di alto livello artistico – ha affermato il presidente dell’Ert, Fabrizio Pitton – sentiamo la responsabilità di consegnare alle nuove generazioni un bagaglio culturale ed emozionale».
Nei mesi scorsi “Orcolat ‘76” è stato portato all’ambasciata italiana di Washington e a Toronto, «esperienza che ci ha fatto capire quanto siano ancora forti il legame dei friulani nel mondo con la propria terra e la solidarietà internazionale», ha detto il sindaco di Gemona, Roberto Revelant.
La produzione è stata sostenuta dalla Regione Fvg. «Grazie a Cristicchi per aver raccontato con rispetto la forza del nostro popolo», ha affermato l’assessora alle Finanze, Barbara Zilli, mentre secondo il vicepresidente Mario Anzil, “Orcolat ‘76” «è la storia della determinazione di un popolo che, di fronte alla tragedia, ha avuto la voglia di rialzarsi e di riaffermare la propria identità».















