«Non basta prendersi cura, pensare alla salute. A un bambino malato o una persona con disabilità serve molto di più: ha bisogno di relazioni, di una dimensione sociale, di una vita, anche in una condizione molto grave e complessa, ha bisogno di essere felice».
La Nostra Famiglia ha celebrato 80 anni di vita dedicati alla cura e alla tutela dei bambini con disabilità. Con queste parole la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli ne ha riconosciuto lo straordinario merito, maturato in molti anni a fianco dei più fragili. Lo ha fatto il 19 maggio in occasione della celebrazione inaugurale dell’anniversario, a Palazzo Chigi a Roma. Alla cerimonia sono intervenuti anche la presidente Luisa Minoli, il giurista Giulio Prosperetti, Monica Mondo, autrice e conduttrice di Tv2000, e l’arcivescovo di Udine, Riccardo Lamba.

Tra i presenti c’era pure la sindaca di Pasian di Prato, Juli Peressini, con la consigliera delegata alle politiche giovanili, Samantha Olivo. «Abbiamo partecipato con molto piacere, innanzitutto per esprimere vicinanza ad una realtà significativa, che da tanti anni è inserita nel cuore della nostra comunità e con la quale le sinergie sono sempre maggiori», il commento di Peressini. «Si è trattato di un momento importante di riflessione e condivisione che per le istituzioni è stato anche un forte richiamo alla responsabilità collettiva nel continuare a costruire una società che sia più inclusiva, più attenta ai bambini, ai bisogni delle persone e quindi vicina alle famiglie». Un traguardo, aggiunge Peressini, che si può ottenere solo attraverso «un lavoro di squadra».
23 mila bambini assistiti

Oggi i bambini presi in carico dalla Nostra Famiglia sono più di 23 mila. 2.400 gli operatori, tra medici, infermieri e volontari, che li aiutano nel percorso di riabilitazione. In tutte le sedi italiane, compresi gli istituti di Pasian di Prato e di San Vito al Tagliamento, giovedì 28 maggio si vivrà una festa per l’80°, con bambini, famiglie, operatori, volontari e tutti gli amici de La Nostra Famiglia.
Domenica 31 maggio, inoltre, a Pasian di Prato si terrà il consueto appuntamento con la fiaccolata di fine maggio, promossa dalla Parrocchia insieme a La Nostra Famiglia.
L’appuntamento, che unisce nella preghiera tutte le comunità della Collaborazione pastorale, sarà anche un’occasione di ringraziamento a conclusione dell’anno catechistico e in vista dell’avvio delle attività estive. Il ritrovo sarà alle 15.30 nel Parco Missio. Dopo un momento di festa, con il coinvolgimento dei tre oratori della Cp, alle 18 nel piazzale antistante La Nostra Famiglia prenderà avvio la processione che condurrà fino alla chiesa di San Giacomo.
«La presenza delle Piccole apostole della Carità a Pasian di Prato attraversa tutta la vita della Parrocchia e ne stimola la vita cristiana» ha commentato il parroco, don Ilario Virgili, intervistato da Valentina Viviani su Radio Spazio. «Rispondendo concretamente alle indicazioni del fondatore, il beato Luigi Monza, che soleva ripetere la raccomandazione “Fare bene il bene”, le Piccole apostole sono una presenza significativa».
Le origini
«Il 28 maggio 1946, quando aprivamo le porte della nostra casa di Vedano Olona (Varese, ndr) ai primi bambini, l’Italia stava vivendo un momento di rinascita morale e civile», ha ricordato nell’appuntamento organizzato a Roma la presidente Luisa Minoli. «Il primo voto alle donne, la scelta della Repubblica, l’avvio dei lavori della Costituente: in questo contesto La Nostra Famiglia avviava un’attività “nuova” per il Paese, che metteva al centro i bambini e le bambine con disabilità. Mentre le donne e gli uomini coinvolti nella Costituente anteponevano il bene comune come interesse supremo, il fondatore dell’Associazione, Beato Luigi Monza, proponeva la carità pratica dei primi cristiani come modello di un vivere comune che non solo fosse evangelico ma che facesse il bene delle persone: La Nostra Famiglia dava forma concreta a quei principi con la presa in carico globale di bambini e ragazzi per i quali non esisteva alcuna tutela».
«Erano anni in cui i bambini con disabilità venivano accolti solo in ospedale per forme acute di malattie o condizioni di vita compromesse oppure rimanevano a casa loro», ricorda Tiziana Scaccabarozzi, Piccola apostola della carità in servizio a Pasian di Prato, anche lei presente a Roma in quanto direttrice regionale de La Nostra Famiglia. «Fin dall’inizio l’attività non fu solo assistenziale, ma anche riabilitativa – spiega –. I primi terapisti in Italia sono stati quelli della Nostra Famiglia, così pure fu per la prima scuola di riabilitazione». «In principio i ragazzi venivano accolti quasi esclusivamente in forma residenziale – continua Scaccabarozzi –. Con il tempo sono cambiati bisogni e normative: oggi prevalgono le attività ambulatoriali e diurne per i casi più complessi. Non solo, nel 1985 è stato riconosciuto il carattere scientifico dell’attività. Anche la sede di Pasian di Prato, infatti, è dotata di una sezione scientifica e fa ricerca» per sostenere la neuroriabilitazione per i bambini.
La missione
È una missione, quella de La Nostra Famiglia, che ha un preciso fondamento teologico nell’amore verso i poveri, ha ricordato nel suo intervento a Palazzo Chigi l’arcivescovo Riccardo Lamba. L’amore del povero – ha evidenziato il presule – prima ancora che “filantropia”, prima ancora che “beneficenza”, è l’occasione di un incontro reale, concreto con Gesù. «Nel corso dei secoli milioni di uomini e donne hanno dedicato la loro vita a prendersi cura dei malati. Ci troviamo davanti ad un gran numero di testimoni. Per noi l’invito ad inserirci in questo fiume di grazia».
Valentina Zanella
Un approfondimento sulla Nostra Famiglia si può leggere sulla Vita Cattolica del 27 maggio 2026














