Salute

Zanzare, no ai nebulizzatori di insetticidi

Caldo e zanzare, l’inevitabile connubio. Con l’innalzarsi delle temperature aumentano disagi e rischi legati alla proliferazione di questi insetti e non si tratta più soltanto di un fastidio delle serate all’aperto. Ormai presenti anche in Friuli in tutte le ore del giorno, le zanzare sono sempre più osservate anche dalla sanità pubblica per la loro capacità di trasportare virus potenzialmente pericolosi come Dengue, Chikungunya e Zika.
Anche per questo il Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale ha diffuso un vademecum con consigli utili in vista dell’estate: “pochi semplici gesti per ridurre la presenza delle zanzare intorno alle nostre case”.

La prevenzione in giardino

La buona notizia, prosegue il Dipartimento, è che «ciascuno di noi può fare la differenza». La prima regola è eliminare i ristagni d’acqua nei luoghi più a rischio, come balconi, giardini, cortili, orti e perfino nei cimiteri. Svuotando sottovasi ed evitando che l’acqua si accumuli, pulendo tombini e griglie, coprendoli con reti per impedire la deposizione delle uova, non lasciando secchi o annaffiatoi con apertura verso l’alto. È buona regola anche mantenere il giardino curato e senza accumuli di sfalci o detriti, tenere pulite fontane e vasche ornamentali e controllare e pulire regolarmente le grondaie (anche l’acqua nelle ciotole degli animali domestici va cambiata spesso).

I prodotti larvicidi

E quando l’acqua non si può eliminare? In tombini, caditoie o altri punti dove l’acqua ristagna è importante utilizzare prodotti larvicidi – risponde il Dipartimento di prevenzione –, che impediscono lo sviluppo delle zanzare. Si possono trovare in farmacia, nei negozi specializzati o, in alcuni casi, forniti dal Comune. I trattamenti vanno effettuati da aprile a novembre, seguendo le indicazioni del prodotto e ripetendoli dopo piogge abbondanti.

Gli insetticidi

Nebulizzare insetticidi in giardino risolve il problema? «No», risponde senza esitazione l’Azienda sanitaria. Gli adulticidi, infatti, agiscono solo sulle zanzare presenti in quel momento in quel luogo e non eliminano le larve; hanno inoltre effetto breve (poche ore o giorni), dunque non possono rappresentare una soluzione al problema. Al contrario, possono invece danneggiare insetti utili come le api, nuocere ad animali domestici e perfino alle persone. Non solo, alla lunga creano resistenze agli insetticidi determinando dunque decisamente più danni che vantaggi.

La zanzara Aedes aegypti, responsabile del contagio da Dengue

Come proteggersi

Come ridurre il rischio di punture allora? Indossare abiti chiari e coprenti quando ci si trova all’esterno ed evitare profumi intensi che attirano gli insetti sono alcune buone pratiche utili. Si possono poi utilizzare repellenti su pelle e vestiti (con le dovute attenzioni verso i bambini e le donne in gravidanza. È inoltre consigliato lavare sempre le mani dopo l’applicazione). Per proteggere i neonati è possibile utilizzare dei veli leggeri a mo’ di zanzariera e all’aperto può essere efficace l’uso degli zampironi. Per gli spazi interni imprescindibili le zanzariere. Anche l’utilizzo del climatizzatore – va ricordato – allontana in qualche misura le zanzare.

Falsi miti

Il Dipartimento di Prevenzione, infine, avverte che riguardo alle zanzare circolano molte convinzioni infondate, prima fra tutte quella che le zanzare pungano in particolare chi ha il sangue “dolce”. Falso – chiariscono dall’Azienda sanitaria –. Questi insetti sono attratti dall’anidride carbonica emessa, dagli odori, da calore e sudore, non dal “gusto” del sangue.
Non è vero nemmeno che nell’acqua pulita non nascono le zanzare, ma solamente in quella sporca. Specie come Aedes aegypti, ad esempio, si sviluppano anche in piccolissime quantità di acqua pulita (sottovasi, tombini, secchi).

Le arbovirosi

Le arbovirosi sono malattie spesso legate a viaggi in Paesi tropicali, ma non solo. Negli ultimi anni, infatti, si sono verificati casi autoctoni anche in Friuli-Venezia Giulia, dove alcune specie di zanzare sono ormai in grado di trasmettere i virus. Attenzione però a non creare allarmismi infondati, chi viene punto da una zanzara infetta non necessariamente si ammala. Il rischio – spiegano dal Dipartimento di prevenzione – dipende infatti da molti fattori e alcune infezioni possono essere anche asintomatiche o lievi. Il contagio non si trasmette comunque da uomo a uomo.
Valentina Zanella

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