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Il rettore Montanari: «Al lavoro per un ateneo sempre più internazionale»

È l’internazionalizzazione uno dei campi sui quali l’Università di Udine intende impegnarsi di più nei prossimi anni. Lo conferma il rettore, Angelo Montanari, commentando gli ultimi dati Censis che, diffusi nei giorni scorsi, collocano l’ateneo friulano al terzo posto in Italia tra i 17 atenei di medie dimensioni, cioè da 10 a 20 mila studenti (Udine ne ha 15 mila), e per il quarto anno consecutivo sul podio.

Udine ha avuto un voto medio di 92,7, solo un decimo in meno della seconda, la Politecnica delle Marche (92,8), e più alto del 92,2 dell’anno scorso quando arrivò seconda, classificandosi a pari merito con Trento, entrambe al primo posto tra le università del Triveneto. Al primo posto l’Università di Sassari con una media di 93,2. La graduatoria annuale, giunta alla ventiseiesima edizione, analizza tutte le università, pubbliche e private, per fornire una guida ai futuri iscritti.

Rispetto al 2025, fra gli indicatori valutati, si conferma il primo posto, anche a livello generale, di Comunicazione e servizi digitali (108), a pari merito con Ca’ Foscari, e per il sesto anno consecutivo. In miglioramento l’Internazionalizzazione (82) e le Borse (88), stabili gli ottimi piazzamenti dell’Occupabilità (101) e dei Servizi (84) e in lieve flessione il parametro delle Strutture (93).

L’internazionalizzazione è il parametro con il punteggio più basso: 82. «È vero – commenta Montanari – però è superiore di cinque punti rispetto al precedente rilevamento. Inoltre, con tutte le iniziative che abbiamo messo in campo, l’aspettativa è che ci sia un’ulteriore crescita».

Quanti sono gli studenti stranieri all’Università di Udine?

«Ne abbiamo un migliaio. La crescente internazionalizzazione della popolazione studentesca è uno dei fenomeni più significativi del triennio 2023-2025. Gli immatricolati con cittadinanza straniera sono aumentati del 50% e parallelamente è cresciuto del 26% il numero di studenti internazionali iscritti. Anche la mobilità in ingresso registra una crescita che inizia a essere significativa (raddoppiata), sintomo dell’attrattività internazionale dell’Ateneo. Tale dinamica rappresenta un elemento strategico non soltanto per compensare, almeno in parte, gli effetti del calo demografico nazionale, ma anche per accrescere la qualità dell’ambiente accademico, favorire la dimensione interculturale della didattica e rafforzare il posizionamento internazionale dell’Ateneo. Anche la mobilità in uscita mediante programmi Erasmus+ e mobilità brevi, già superiore alle media nazionale, è ulteriormente aumentata del 14%. Quindi, l’internazionalizzazione è una direzione su cui il nostro Ateneo ha deciso di puntare, non da oggi, e lo sta facendo in maniera sempre più efficace. Tra l’altro i nuovi strumenti digitali potrebbero riservarci delle sorprese in positivo, già dai mesi a venire».

In che modo?

«Penso ai nuovi strumenti di traduzione automatica in forma scritta e orale che consentono al docente di tenere una lezione in lingua italiana e allo studente di ascoltarla nella propria. L’intenzione è di sperimentarli già dal prossimo anno accademico in alcuni corsi per vedere se sono adeguati o se anche noi possiamo contribuire al loro sviluppo».

L’intervista completa con il rettore Angelo Montanari sul numero de La Vita Cattolica di mercoledì 22 luglio.

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