Prezzi sempre più alti, anche per effetto della crisi energetica legata alla guerra in Medio Oriente, con tassi di inflazione saliti in Italia ai livelli più elevati degli ultimi tre anni: 4,2 per cento a settembre, sopra la media dei Paesi dell’eurozona e in aumento rispetto al 3,2 per cento di agosto. Secondo i dati macroeconomici e le stime più recenti dell’Istat, questa ondata di aumenti si traduce in una stangata media stimata di circa 1200 euro all’anno per famiglia. E il Friuli-Venezia Giulia non fa eccezione.
«Già oggi registriamo un aumento del 17 per cento delle spese di rifornimento – osserva Barbara Puschiasis, presidente di Consumatori Attivi, in un’intervista pubblicata sulla Vita Cattolica del 7 ottobre 2026 –, ma la situazione è purtroppo destinata a peggiorare. I prodotti di consumo, infatti, non hanno ancora recepito gli aumenti del costo dei carburanti e dell’energia, se non in minima parte. È quindi molto probabile che nei prossimi mesi il carrello della spesa registri un ulteriore considerevole incremento».
Ai consumatori non resta che essere sempre più oculati nelle scelte di acquisto. Puschiasis fornisce alcuni consigli utili per ridurre le spese, confrontando i prezzi, ponderando bene gli acquisti, ma anche optando per prodotti durevoli e riparabili. Scelte che, da un lato, proteggono il portafoglio, dall’altro consentono di evitare gli sprechi, salvaguardando l’ambiente.
Qui un estratto dell’intervista.
Cosa possiamo fare per ridurre le spese?
«Sicuramente vanno evitati gli acquisti d’impulso. Dobbiamo iniziare a confrontare i prezzi, valutando le alternative al solito supermercato. Anche acquistare prodotti di stagione e locali permette di risparmiare. Inoltre, ricordo di guardare sempre il prezzo al chilo o al litro, in quanto talvolta le confezioni mantengono lo stesso prezzo, ma contengono meno prodotto (es. il pacco di pasta da 400 g anziché 500)».
Vale la pena acquistare al discount?
«Sì. Anche sul territorio della provincia di Udine registriamo un’estrema diversità di prezzi da negozio a negozio. Inoltre, non è vero che il discount propone prodotti di scarsa qualità: vi si trovano anche gli stessi identici prodotti dei supermercati tradizionali, spesso a prezzi sensibilmente inferiori. Posso portare l’esempio di una confezione di biscotti che in un supermercato costa 4 euro e nel discount 2,50 euro: stessa marca, stesso prodotto».
Le iniziative contro lo spreco alimentare, che permettono di acquistare prodotti vicini alla scadenza o invenduti, sono utili?
«Sì, e si tratta di abitudini di consumo sempre più diffuse. Anche in questo caso va sfatato il luogo comune secondo cui si tratterebbe di prodotti di scarsa qualità. Sono invece ottime occasioni per acquistare prodotti che devono essere consumati in tempi brevi, ma che mantengono ancora tutte le loro caratteristiche. Molte catene applicano sconti dal 30% al 50% su articoli vicini alla data di scadenza. Anche partecipare a Gruppi d’acquisto solidale (Gas) acquistando direttamente all’ingrosso permette di risparmiare».
Acquistare un’auto elettrica o ibrida è un buon investimento?
«Può essere una scelta conveniente, ma dobbiamo tenere conto del fatto che anche il mercato dell’energia sta registrando aumenti importanti dei prezzi. Ciò significa che pure il costo della ricarica elettrica dell’auto è destinato ad aumentare nel tempo. A questo proposito, incentivare la riqualificazione degli immobili per renderli il più possibile autosufficienti – come hanno fatto anche la Regione Friuli-V.G. e lo Stato attraverso i vari bonus – è senz’altro un aiuto. Avere a casa batterie di accumulo e una colonnina elettrica, alimentate da pannelli fotovoltaici, attraverso le quali poter ricaricare l’auto è un grande vantaggio. L’auto elettrica può inoltre diventare essa stessa una batteria di accumulo quando i pannelli fotovoltaici producono energia in sovrappiù».
L’intervista completa, a cura di Valentina Zanella, si può leggere sulla Vita Cattolica del 7 ottobre 2026














