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Ognissanti, mons. Lamba: «Nei santi la capacità di guardare ciò che altri ancora non vedono»

«Auguriamoci l’un l’altro un cammino concreto di santità nella vita quotidiana, sperimentando la stessa beatitudine di Gesù Cristo nella liturgia e nella carità, lasciandoci pervadere dall’amore di Dio». È l’augurio che l’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba, ha rivolto ai fedeli nell’omelia della Santa Messa presieduta in Cattedrale per la solennità di Tutti i Santi celebrata domenica 1° novembre.

La festa che la Chiesa dedica a tutti i santi è diventata per il presule l’occasione per parlare di una santità che «non appartiene a pochi, ma è una strada aperta a ogni credente». Da qui l’invito a trarre spunto dalla concretezza dei Santi, la cui testimonianza si misura nella vita di tutti i giorni più che nei gesti straordinari.

Accanto alla concretezza, mons. Lamba ha richiamato la loro visione profetica, intendendo «la capacità di guardare oltre, di proiettarsi verso qualcosa che gli altri ancora non vedono». I Santi, in questa lettura, sono persone che «sanno cogliere ciò che sta davanti alla comunità prima degli altri e che orientano il proprio cammino di conseguenza».

L’augurio rivolto all’assemblea indica anche i luoghi in cui questa santità prende forma: la liturgia e la carità, cioè la preghiera condivisa e l’attenzione concreta verso il prossimo. In entrambe, ha ricordato l’arcivescovo, «si può sperimentare la stessa beatitudine di Gesù Cristo, a condizione di lasciarsi pervadere dall’amore di Dio».

G.L.

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