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Bilancio Caritas di Udine, 100 mila pasti alla Mensa diocesana, crescono le situazioni di fragilità

Incontrare, accogliere e ascoltare. E poi sostenere e accompagnare in un percorso di autonomia ed emancipazione, valorizzando le risorse e le capacità che la persona possiede, ma di cui forse – per mille motivi – ha perso consapevolezza. Un lavoro quotidiano, quello della Fondazione Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine, che si declina in numerosi servizi e progetti, in tante attività, anche diversissime tra loro, che – attraverso numeri e grafici – sono raccontate nel «Bilancio sociale 2025», presentato martedì 30 giugno in conferenza stampa a Udine, alla presenza dell’arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba e del direttore della Caritas diocesana, don Luigi Gloazzo.

Un documento importante che non solo dà conto del lavoro svolto, ma che al contempo restituisce anche una fotografia della realtà del territorio, in particolar modo delle sue fragilità sociali.

Sempre più persone sole e famiglie colpite da sfratto, costrette a vivere per strada. È questa la realtà locale che emerge dai dati del Bilancio sociale della Fondazione Centro Caritas dell’Arcidiocesi di Udine. Nel corso del 2025 le persone che hanno avuto accesso al Fogolâr, l’asilo notturno, sono state 205 (43 in più rispetto all’anno precedente). La mensa diocesana «La Gracie di Diu», in via Ronchi, ha incontrato 1.178 persone, 853 di queste bussavano per la prima volta alla Caritas.

Restando nell’area della grave marginalità, ci sono le progettualità dell’équipe di strada e di «Stazione di posta». La prima vede un gruppo di sei operatori effettuare uscite diurne e serali con l’obiettivo di entrare in contatto con le persone senza dimora presenti sul territorio.

Nel 2025 ben 956 (+62 rispetto al 2024) i contatti instaurati. 726 le persone migranti accolte nell’ambito dei servizi dedicati.

Un ampio approfondimento sul tema si può leggere sulla Vita Cattolica del 1° luglio 2026

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