ChiesaIn evidenza

Chiesa in festa con San Luigi Scrosoppi. L’Arcivescovo: «La sua non un’opera sociale, ma carità matura»

«Non un’intelligente opera sociale, ma il frutto di carità maturato da una fede radicata in Cristo». Così l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha ricordato la figura di San Luigi Scrosoppi nel corso della Santa Messa celebrata mercoledì 10 giugno in Cattedrale a Udine, nell’esatto 25° anniversario della canonizzazione del religioso udinese a opera di Giovanni Paolo II.

Chissà quante persone avrebbero voluto esserci, in Cattedrale a Udine, se non fosse stato per il nubifragio che ha interessato grandi porzioni del Friuli centrale e della città. Di sicuro, accanto all’urna dorata con le spoglie del Santo, c’erano gli alunni delle Scuole della Provvidenza, una delle opere nate dal carisma di Scrosoppi, che hanno animato la Messa con il coro. E c’erano anche le “sue” suore, eredi di quelle prime ragazze con cui San Luigi diede vita, nel 1861, alla congregazione delle Suore della Provvidenza.

«San Luigi Scrosoppi è stato un precursore» ha ribadito l’Arcivescovo. «Nella sua opera di carità ha messo in opera tutte le attenzioni possibili nel suo tempo, privo certamente di intelligenza artificiale. E poi – ha proseguito mons. Lamba – non ha voluto fare tutto da solo: certamente si è messo in gioco, ha fatto la sua parte, ma ha voluto che della sua opera fossero partecipi altre persone in uno spirito di collaborazione. È un lavoro che, oggi, definiremmo “di équipe”. O, in termini più ecclesiali, in un cammino sinodale: ognuno per la sua parte, con il suo talento e carisma».

L’Arcivescovo ha posto l’accento anche sulla convinzione del Santo udinese di operare in modo organizzato. E formato. «Per “fare il bene” non basta lo spontaneismo, ci vuole una istruzione e una struttura. Così San Luigi si adoperò anche per formare le persone che gli stavano accanto, comprese numerose figure femminili».

«Chiediamo – ha concluso l’Arcivescovo -, per intercessione di San Luigi Scrosoppi, di poter crescere nell’amore verso Dio per essere testimoni di carità come lo è stato lui». Un auspicio per tutte le comunità friulane, nelle cui chiese campeggia da anni l’icona di quel sacerdote udinese che tanto si adoperò per «salvare le anime con la carità».

G.L.

Articoli correlati

Zuppi in Val Resia il 14 giugno

Il 14 giugno, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, e presidente della Conferenza episcopale italiana, sarà a Resia. «Lo attendiamo con grande partecipazione – anticipa il parroco, don Alberto Zanier – perché…