Una “caorlina” – imbarcazione da sei vogatori – a disposizione non solo per le attività della scuola di voga e per le regate, ma soprattutto per offrire l’opportunità a persone cieche, ipovedenti o con disabilità cognitive di poter vivere la bellezza di un’esperienza in laguna. Vogando alla veneta, l’antica tecnica di remata tipica della laguna di Venezia, che si pratica stando in piedi, rivolti verso la prua.

L’iniziativa è dell’Associazione sportiva “Grado Voga” – fondata nel 2006, è presieduta da Natasha Gregori – che, sabato 2 maggio, sull’Isola del sole ha inaugurato la “Mamola”, termine che in dialetto gradese significa “ragazza”, presentando ufficialmente in Porto Mandracchio la tipica imbarcazione a fondo piatto (in legno e acciaio, è lunga 9 metri) che consente la presenza a bordo, in simultanea, di più vogatori. Realizzata dal maestro d’ascia Matteo Tammasia in circa 4 mesi di lavoro, nella sede dell’associazione remiera “Bucintoro” di Venezia, dove è stata varata il 24 aprile, la “caorlina” – dopo quattro tappe via mare, grazie alla collaborazione con le società remiere Francescana, Settemari e Cavallino, insieme alle voghe Maranese, Concordiese, Caorle e Mestre – è giunta “a casa”.
Il progetto inclusivo, fanno sapere da “Grado Voga”, è stato possibile grazie al sostegno di numerose realtà e amici che hanno creduto fin da subito nell’iniziativa. Tra loro, il Comune di Grado, l’Associazione Portatori della Madonna, i Graisani de palù, la Sogit e Gradonoi, oltre a Luigi Tormen della remiera dei Nomboli di Venezia che ha donato uno dei remi.
«Grazie a questa imbarcazione – evidenzia Pier Regolin, vice presidente dell’associazione gradese –, anche le persone con disabilità potranno sperimentare il piacere di navigare in laguna in una cornice naturale meravigliosa, imparando i rudimenti della voga seguendo le indicazioni degli accompagnatori».

Un’esperienza – quella dell’escursione inclusiva – già sperimentata dal sodalizio con le “batele”, le barche tradizionali gradesi che, più piccole, consentivano a bordo la presenza di sole due persone. Ora, dunque la possibilità della voga in condivisione grazie alla “Mamola” che potrà ospitare pure i corsi di voga veneta organizzati per bambini e adulti.
“Grado Voga” – sempre presente a numerose manifestazioni della tradizione gradese, tra cui l’arrivo in porto delle Varvuole all’Epifania e il “Perdòn de Barbana”, la storica processione votiva della prima domenica di luglio –, tra i vari progetti, sta completando la ristrutturazione di un “cason” situato nell’isola di Villanova, ottenuto in concessione dal Comune di Grado, dove vengono accolti turisti e visitatori al fine di divulgare la cultura della laguna nei suoi molteplici aspetti, a partire dalla vita nei casoni dal 1900 in poi, fino alle tecniche di pesca tradizionali.
Per ulteriori informazioni sulle attività dell’associazione: inviare una mail a gradovoga@libero.it o chiamare al 333 4644303.
Monika Pascolo














