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Scrosoppi, Santo della Carità da 25 anni. Celebrazioni a Udine e Orzano

«La carità fu il segreto del suo lungo e instancabile apostolato, nutrito di costante contatto con Cristo, contemplato e imitato. Per questo la Chiesa lo addita ai sacerdoti e ai fedeli quale modello di profonda ed efficace sintesi tra la comunione con Dio e il servizio dei fratelli». Le cronache riportano che il 10 giugno 2001 a Roma soffiava un vento sostenuto. Sarà stato un soffio particolare a ispirare queste parole di Giovanni Paolo II, riferite al sacerdote friulano Luigi Scrosoppi che, quel giorno, fu iscritto nell’albo dei Santi. Sono passati 25 anni dalla canonizzazione dell’ultimo santo friulano, un evento più unico che raro considerando che, prima di lui, l’ultimo nostro conterraneo a essere elevato agli onori degli altari fu nientemeno che Paolino d’Aquileia, vissuto dodici secoli prima.
A distanza di venticinque anni da quello storico giorno, l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba, presiederà una solenne Santa Messa di ringraziamento proprio mercoledì 10 giugno, alle 19 in Cattedrale a Udine. «Invito a rendere partecipi di questo significativo appuntamento diocesano tutti i fedeli delle vostre comunità», ha esortato mons. Lamba in una missiva rivolta a presbiteri e diaconi. Sarà una Chiesa che si stringerà attorno a uno dei suoi figli più illustri, reso tale proprio da ciò che Giovanni Paolo II ricordò: la carità.

Le “Suore di San Luigi” in tutto il mondo

La celebrazione in Cattedrale vuole fare memoria e festeggiare il 25° anniversario della canonizzazione di San Luigi Scrosoppi, santo della carità più operosa, nonché – e non va dimenticato – fondatore della congregazione delle Suore della Provvidenza, presenti oggi in tutto il mondo: Romania, Argentina, Bolivia, Brasile e Uruguay; Benin, Costa d’Avorio, Sudafrica e Togo; Filippine, India, Thailandia e fino alla più recente apertura nel Myanmar, avvenuta nel 2025. Qui in Friuli, le “Suore di San Luigi” sono presenti a Gorizia, a Cormons, a Udine (dove proseguono l’opera del santo fondatore) e a Orzano, comunità che Scrosoppi scelse per accogliere le sue prime ragazze “derelitte” e dove fu inizialmente sepolto.

Celebrazioni anche a Orzano

Proprio a Orzano avranno luogo diverse celebrazioni a partire da domenica 7 e fino a mercoledì 10 giugno. La piccola comunità della Collaborazione pastorale di Remanzacco accoglierà l’urna contenente i resti mortali di San Luigi Scrosoppi, attualmente conservata nella chiesa di San Gaetano in via Scrosoppi a Udine, che farà quindi ritorno nel paese in cui il santo morì. Alle 10.15 di domenica 7 giugno, nella “Casa San Luigi Scrosoppi” di via Moimacco 21 giungerà l’urna, accolta dai fedeli, dalle autorità e dalla Nuova Banda di Orzano. Alle 10.30, il vicario generale dell’Arcidiocesi udinese, mons. Dino Bressan, presiederà la S. Messa. Lunedì 8 giugno alle 8, Messa nella chiesa delle suore, mentre nel pomeriggio (dalle 15 alle 18) la chiesetta sarà aperta per la preghiera personale. Alle 20, invece, nella sala del convento, si terrà un approfondimento a cura di don Federico Grosso, direttore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Gorizia, Udine e Trieste, sulla figura di San Luigi. Martedì 9 giugno alle 8 S. Messa nella chiesa delle suore, con nuova apertura pomeridiana. Alle 20, invece, la serata sarà animata da una meditazione a cura di don Marcin Gazzetta, direttore dell’Ufficio diocesano per la catechesi e l’Iniziazione cristiana. Mercoledì 10 giugno, alle 8, Santa Messa nella chiesa delle suore, cui seguirà la partenza dell’urna alla volta della Cattedrale di Udine per le solenni celebrazioni serali con l’Arcivescovo.

L’urna contenente i resti mortali di San Luigi Scrosoppi

Chi è San Scrosoppi

Luigi Scrosoppi rappresenta una delle figure spirituali e caritatevoli più straordinarie della Chiesa udinese.


Primo santo della terra friulana a essere elevato agli onori degli altari a distanza di ben 1200 anni da San Paolino d’Aquileia, la sua vita è stata un esempio luminoso di dedizione assoluta verso i più deboli e i derelitti. Nato a Udine il 4 agosto 1804, Luigi crebbe in un contesto storico drammatico, segnato dalle “purghe” napoleoniche e successivamente, da una gravissima carestia accompagnata da devastanti epidemie di tifo e vaiolo. In una Udine ridotta allo stremo, con centinaia di mendicanti e orfani, il giovane Luigi avvertì la chiamata al sacerdozio seguendo le orme dei fratelli maggiori Carlo e Giovanni Battista. Fu ordinato sacerdote il 31 marzo 1827 nel Duomo di Udine.
Il cuore del suo ministero fu la carità operosa. Insieme al fratello Carlo si dedicò anima e corpo alla “Casa delle fanciulle derelitte”, struttura nata per proteggere le bambine orfane e indigenti. Per sostenerle, padre Luigi girò instancabilmente il Friuli a piedi con un carretto, raccogliendo elemosine e generi di prima necessità.
Nel 1846 entrò nella Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, incarnando perfettamente lo spirito filippino di umiltà e servizio concreto. Nella sua casa, padre Scrosoppi ospitò anche la giovanissima Teresa Dush, la “Veggente di Porzus”.
Dopo una vita di carità, padre Scrosoppi si spense il 3 aprile 1884 ad Orzano, dove volle essere sepolto. I suoi resti mortali rimasero nel paese fino al 1952, anno in cui furono traslati a Udine presso la casa madre delle Suore della Provvidenza, nella via che porta il nome del Santo, e dove riposano ancora oggi.
Il 10 giugno 2001 Scrosoppi è stato canonizzato da San Giovanni Paolo II. La sua figura ha oggi un riconoscimento internazionale a seguito del miracolo riconosciuto per la canonizzazione, cioè la guarigione totale di un giovane catechista sudafricano nel 1996. San Luigi Scrosoppi è invocato in tutto il mondo come patrono dei malati di Aids e dei calciatori.
Giovanni Lesa
(Ha collaborato Daniele Facchin)

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