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Udinese, intervista esclusiva con Gian Luca Nani. «Dobbiamo essere ambiziosi. Il sogno resta l’Europa»

Pubblichiamo la prima parte dell’intervista esclusiva con Gian Luca Nani, group technical director dell’Udinese calcio. L’intervista completa è disponibile nell’edizione de La Vita Cattolica del 29 luglio 2026.

Il caldo che si fa nuovamente sentire? Si, certo. Il luogo scelto per le vacanze? Anche. Il nuovo commissario tecnico della Nazionale di calcio? Ovviamente non può mancare. In generale, tra gli argomenti di discussione il calcio non manca mai. Men che meno in questo periodo, nel quale – archiviata la parentesi del Campionato del mondo – ci si chiede che stagione calcistica si aprirà da qui a venti giorni. Se lo domandano anche i tifosi friulani, alle prese con una Udinese in pieno cantiere, come dimostrano le prime amichevoli estive, non entusiasmanti ma nemmeno preoccupanti. Dopo una stagione in cui i bianconeri hanno raggiunto il 10° posto e i 50 punti (risultati che da queste parti non si vedevano da 13 anni), la squadra di mister Kosta Runjaic è in ritiro in Austria, a Lienz, dallo scorso 22 luglio e già vede all’orizzonte il triangolare di prestigio dell’8 agosto sotto l’arco del “Friuli” con Nottingham Forest e Barcellona. Il primo appuntamento ufficiale sarà il 15 agosto con la Coppa Italia, in casa contro il Padova. Il campionato, invece, sarà al via il 22 agosto, sempre a Udine, contro il Como.

Che stagione attendersi, dunque? Parla di gradualità Gian Luca Nani, group technical director dell’Udinese calcio, in un’intervista concessa a La Vita Cattolica e Radio Spazio.

Sono giorni di calciomercato: Zaniolo è rientrato pienamente in squadra, sono partiti Atta, Bravo e i due portieri Sava e Nunziante. Concluso anche il rapporto con Ehizibue. Per contro, sono arrivati la mezzala Chakvetadze, il trequartista Unai Gomez e il terzino destro Vojvoda. Cosa si muoverà in entrata?

«Siamo più o meno a posto con i movimenti in entrata. Il colpo di mercato è che (per adesso) abbiamo mantenuto tutti i top player, salvo Atta. A Davis abbiamo prolungato il contratto, vorremmo che finisse la carriera a Udine. E poi sono arrivati tre grandissimi calciatori. Chakvetadze lo conosco bene perché l’ho visto giocare al Watford e, credetemi, è un grande giocatore. Poi, evidentemente, se dovesse uscire qualche altro calciatore, lo sostituiremo adeguatamente».

Il neo-acquisto basco Unai Gomez. Foto: Udinese calcio

Unai Gomez, classe 2003, ha già una discreta esperienza (anche internazionale) e pare un giocatore piuttosto duttile. Quali soluzioni offre in campo?

«È un grande guerriero, con una grande intensità di gioco. Non molla mai. Il suo soprannome è Rambo, non solo per la somiglianza che ha con Sylvester Stallone, ma anche per il suo spirito guerriero. Ha picchi di intensità e velocità altissimi e anche una discreta qualità: è un calciatore utilissimo, quando è in campo si fa sentire e ti permette, come si dice per certi giocatori, di “giocare in dieci”, perché corre per due.»

E riguardo alle cessioni?

«Riceviamo offerte tutti i giorni, ma non c’è minimamente l’intenzione di cedere certi giocatori. Atta era impossibile da trattenere: qui ha fatto molto bene, è stata fatta un’offerta economica molto importante.»

La formazione dell’Udinese sconfitta in amichevole dallo Shabab Al-Ahli il 28 luglio 2026. Foto: Udinese calcio

Scendiamo in campo: da anni l’Udinese gioca con il 3-5-2, con qualche esperimento di moduli diversi negli ultimi tempi. Non rischiamo di avere un gioco fin troppo prevedibile?

«Io dico sempre che non è importante il modulo, ma l’atteggiamento. Perché il 3-5-2 può essere molto offensivo, se hai degli esterni che “spingono”. E poi il mister ha cambiato spesso modulo: abbiamo costruito una squadra con giocatori duttili, con differenti caratteristiche e che possono giocare in vari ruoli. Il mister non ha nessuna imposizione da questo punto di vista, ha la piena libertà di scegliere come vuole giocare. Poi, è evidente che se stai giocando spesso con tre centrali, hai bisogno di qualche difensore centrale in più. Giocando con il 3-5-2 abbiamo fatto grandi partite, ma anche con il 4-2-3-1, così come con il 3-4-2-1. Non c’è nessun modulo standard.»

L’intervista completa, a firma di Giovanni Lesa, è disponibile nell’edizione de La Vita Cattolica del 29 luglio 2026.

Nicolò Zaniolo firma la maglia a un giovanissimo tifoso. Foto: Udinese calcio

Chi è Gian Luca Nani

Classe 1962, romano di nascita e formato in discipline giuridiche, Gian Luca Nani è l’attuale direttore sportivo dell’Udinese. La sua carriera è iniziata a Brescia, nell’epoca in cui lo stesso Nani portò sui campi della Serie A giocatori come Andrea Pirlo, Luca Toni, Marek Hamsik. In quegli anni Nani fece indossare la maglia delle “rondinelle” a un certo Roberto Baggio. Prima di approdare nell’Udinese nel giugno 2024, Nani ha lavorato in Inghilterra (con West Ham, Watford e Reading), di nuovo in Italia (con la Lazio) e negli Emirati Arabi (con l’Al-Jazira club).

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