Concorso 50° terremoto

19 – Ieri sera alle 21…

Ieri sera alle 21 stavo cenando con mio marito Giorgio e mio figlio Enrico di quasi due anni. La serata procedeva tranquilla come sempre Giorgio mi raccontava del suo lavoro dei suoi colleghi, mentre Enrico giocava con le sue nuove moto ad un certo punto ho guardato l’orologio, aveva sulla parete della cucina e erano le 21:00 la cosa strana che ricordo che non guardavo mai l’ora perché la vita familiare mi distraeva del passare del tempo quella sera, non so spiegarmi il perché la mia attenzione è andata a quelle due lancette ferme sul nove e alta sul 12. Nello stesso momento ho sentito un grande boato e la terra ha cominciato a tremare e a far tremare i muri.

La cosa che ho più in presti è stata a vedere immobili tra ballare, ma soprattutto il lampadario della cucina che dondolava creando uno strano movimento di luci e ombre. Dopo pochi istanti ho capito si trattava di una fortissima scossa di terremoto noi friulani la chiamiamo l’orcolat non so spiegare il perché ma la prima cosa a cui ho pensato è stata a prendere Enrico e portarlo fuori in giardino per fortuna Giorgio mi ha aperto la porta, facendomi uscire di corsa, rischiando addirittura di essere colpito dalle cose che stavano cadendo dai mobili una volta uscito in giardino e ci conto di essere tutti al sicuro il mio primo pensiero è andato ai miei genitori che abitavano non lontano da noi a Fagagna noi tre avevamo al sicuro, ma in quel momento abbiamo capito cosa fosse successo e reazione è stata una forte paura, pensando soprattutto a chi potesse non essere riuscito a mettersi in salvo dopo cinquant’anni ti chiedo gli occhi o davanti ancora le immagini delle case crollate e dalla gente che urlava impaurite per fortuna Enrico era molto piccolo e tutto questo trambusto gli è sembrato quasi come un gioco il giorno dopo sapendo che tutti in famiglia stavano bene il primo pensiero da buona Floriana è stato quello di sistemare casa e negozio per tornare subito a lavorare e gli ho visto successivi, abbiamo partecipato agli aiuti, soprattutto verso le zone più colpite come Genova e Venzone, portando gli alpini qualche coperta che non usavamo più e dei vestiti ho pensato soprattutto i bambini che avevano perso tutto e ho chiesto ad Enrico di regalare alcuni sto giocattoli mi viene in mente sempre quella foto dove c’è scritto il Friuli ringrazia e non dimentica una frase che serve ai giovani d’oggi, affinché investono nella sicurezza e facciano della solidarietà un dovere verso il prossimo.

 

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