Torna a Carpacco, da venerdì 8 a domenica 10 maggio, il «Festival delle filande» che quest’anno taglia il traguardo della quinta edizione. A promuovere l’iniziativa è «Heritage in FVG», associazione impegnata – in un contesto di società in continua trasformazione – nella valorizzazione dell’eredità culturale attraverso pubblicazioni, mostre, manifestazioni culturali e attività formative. Il festival in particolare è realizzato in collaborazione con il Comune di Dignano, l’Associazione italiana di storia orale, il Club per l’Unesco di Udine e il sostegno dei Soci di PrimaCassa, nell’ambito della «Setemane de Culture Furlane» curata della Società Filologica Friulana.
Cuore del festival è naturalmente l’ex filanda Banfi – che si intravede sin dalla piazza principale del paese –, complesso risalente al 1876 di cui erano proprietari i fratelli Gonano, acquisito poi dalla ditta Bernardo & Lorenzo Banfi nel 1899, distrutta dall’incendio del 1919 e riscostruita nello stesso anno.
Come sottolinea l’antropologa economica e presidente di «Heritage in FVG», Angela Zolli, questo tipo di manifattura rurale «in cui si univano gli interessi dell’agricoltura, del commercio e dell’industria» ha rappresentato «una risorsa importante per l’integrazione del bilancio familiare, nonostante le molteplici contraddizioni determinate dalle difficili condizioni di lavoro delle donne qui impiegate». Negli anni Venti del Novecento si contavano anche 230-250 operai, quasi tutte donne che percorrevano a piedi i paesi per raggiungere il luogo di lavoro dove si restava anche 10-12 ore. «Donne e lavoro in fabbrica nella prima industrializzazione» è il tema che sarà trattato venerdì 8 maggio dalle 10 alle 11.30 in una conferenza on line (per lo streaming basterà collegarsi al sito internet setemane.it) a cura di Paola Lanaro e che vedrà l’intervento di Anna Bellavitis, Cinzia Lorandini, Angela Zolli e l’introduzione di Andrea Zannini.
Il festival vero e proprio prenderà ufficialmente avvio alle 17, al Centro polifunzionale di Carpacco, quando il sindaco di Dignano, Giambattista Turridano, terrà un intervento riguardante proprio il futuro della filanda. A seguire, alle 17.30, Andrea Maroè e Stefano Peruzovich, del Servizio pianificazione territoriale e paesaggistica della Regione, parleranno della potatura e delle misure di sostegno economico per la tutela e la valorizzazione dei gelsi. Alle 18, Angela Zolli, presenterà il laboratorio di storia orale, per l’occasione, alle 18.30, Amedeo Paulitti, proprietario della filanda, accoglierà i visitatori nel cortile dell’edificio, aperto eccezionalmente, illustrandone la storia. All’architetto Cristian Burelli sarà invece affidata la presentazione del progetto di conservazione e riuso, esito della sua tesi di laurea magistrale in Architettura, infine Giulio Ciccone intratterrà i visitatori con alcune suggestioni musicali.
Il festival proseguirà durante la giornata di sabato 9 maggio con il laboratorio di storia orale condotto da Antonio Canovi e Angela Zolli, riservato agli iscritti. Nel corso dell’incontro, studenti, insegnanti e cittadini avranno l’opportunità di confrontarsi con gli abitanti del paese per raccogliere e documentare gli elementi distintivi della cultura locale. In serata, alle 20.30, è prevista la proiezione del documentario di Roberto Pizzutti «Restituire spazio ai fiumi. Dialogo per la tutela del fiume Tagliamento, ma non solo». Domenica 10 alle 10, Maurizio Guzzinati, addetto della Stazione forestale di Coseano, concluderà il festival con una camminata di educazione ambientale riguardante la flora, la fauna e l’importanza naturalistica del Tagliamento, il re dei fiumi alpini.
Maggiori informazioni sui diversi appuntamenti del festival sono disponibili consultando il sito internet setemane.it e sulla pagina Facebook Heritage FVG, oppure scrivendo a heritagefvg@gmail.com.
A Carpacco torna il festival delle filande














