Venerdì 14 agosto, mattino. Guardando da Udine verso nord, già dalle prime ore colpisce una netta divisione di visuale: a est, verso destra (oltre i Musi, la Val Resia e il Canale del Ferro) lo sguardo spazia lontano, il cielo è terso. A ovest, verso sinistra, tutto è avvolto da una coltre di fumo. Sono le esalazioni del terribile incendio che da giorni sta avvolgendo l’Amariana dal lato sud, nei pressi di Amaro. Cuel Feltron, per la precisione. Uno dei peggiori incendi degli ultimi anni, avviatosi sabato 8 agosto per “colpa” di un fulmine.
Giungiamo al casello di Carnia-Amaro, confidando di vederci sorvolare da un mezzo di soccorso. Niente. «La visibilità è scarsa, impossibile operare con i mezzi aerei», ci spiegano. Intanto ci chiudiamo in auto: l’aria è irrespirabile. E lo è per chilometri e chilometri: verso Arta Terme e Villa Santina la nube si dirada, ma non l’odore acre di fumo. Fumo anche a Ovaro e Comeglians, Cercivento e Sutrio. Nebbia in Val Pesarina, certamente alimentata anche dall’altro incendio sviluppato sul Naiarda, in comune di Forni di Sotto. Persino a Ravascletto, nell’alto della Valcalda, il panorama è offuscato e si odora “puce di stiç”.

Nel pomeriggio la situazione migliora, per modo di dire. Quantomeno, la visibilità è tornata. Fin dalla zona dell’ospedale di Tolmezzo si notano colonne di fumo ergersi sull’”Amarianute”, il costone sud-ovest del monte simbolo della conca tolmezzina, ora in estrema sofferenza. Eccolo, l’elicottero: sorvola il valloncello tra l’Amarianutte e il Cuel di Noglar. Sgancia l’acqua, poi riparte. Poco più in basso, lungo uno dei pochi canali idrici a cui è ridotto il But, una ruspa ha creato un vascone in cui l’elicottero può rifornirsi nelle acque del fiume. Poi su, di nuovo, in quota. Su e giù, pochi minuti alla volta. Intanto giungono due Canadair appena riforniti dal lago di Cavazzo: a loro spetta il versante basso delle fiamme, che nel pomeriggio di venerdì 14 agosto lambisce il paese di Amaro. Non saranno più di 200 metri in linea d’aria.
I vigili del fuoco hanno creato una sorta di punto base all’imbocco della strada “del sasso tagliato”, ora chiusa. Oltre la strada, nell’area del campo sportivo, sostano i mezzi della Protezione civile. Sono tanti i gruppi impegnati: Bordano, Montenars, Gemona del Friuli, Venzone, ovviamente Amaro. Ma anche Moimacco e Majano. Oltre alla Forestale di Tolmezzo. Piano piano, si sta muovendo il Friuli. Tutta Amaro è presidiata. Si sentono accenti carnici, friulani, triestini. In cielo anche sloveni, grazie ai due velivoli di Lubiana che, rifornendosi nell’austriaco Weissensee, aiutano a spegnere l’inferno. La solidarietà non ha accenti né lingua. Più pragmaticamente, non ha confini grazie a un protocollo transfrontaliero che fa dire il loro “Eccoci” anche ai Gasilci sloveni.
Giù, in paese, gli abitanti con lo sguardo all’insù verso la loro montagna, con un senso di impotenza ma di affidamento agli operatori. Alcuni di questi sono dislocati nei punti più critici: i casali di Pozzolars, con colonne di fumo a pochi metri e il vento che continua a soffiare.
Un altro elicottero ci sorvola, ma si sposta più a est: anche i boschi del Cjastielut e del Zornada sono in fiamme.

I mezzi impiegati: 3 aerei, 5 elicotteri
Sono cinque in tutto gli elicotteri impegnati qui, oltre a tre aerei. In particolare, sono presenti un Canadair, che può effettuare rifornimenti in Carinzia con 6mila litri d’acqua, e due già citati Air Tractor messi a disposizione dalla Slovenia nell’ambito del protocollo di collaborazione attivato dalla Regione, con capacità di circa 3mila litri ciascuno. Sul fronte degli elicotteri operano tre mezzi regionali, uno di Elifriulia e un elicottero dell’Esercito proveniente da Casarsa. Ad Amaro sono inoltre impegnati circa 30 volontari della Protezione civile.
Non solo Amaro: fiamme anche a Chiusaforte e Forni di Sotto
Quello di Amaro, non va dimenticato, è solo uno dei fronti di fuoco che interessano la regione in questo periodo di grande siccità. Il più esteso e drammatico, ma non certo l’unico: ulteriori fiamme si stanno sprigionando a Chiusaforte (dove sono operativi il Comando Forestale di Tolmezzo e i volontari del Gruppo Comunale di Chiusaforte con un vascone montato in prossimità del fiume Fella e un Canadair).
Fiamme anche a Forni di Sotto, sul già citato monte Naiarda. La Regione afferma che in questo caso «permane il monitoraggio da parte del personale del Corpo Forestale della regione».

Lo stato di emergenza regionale
Intanto l’assessore regionale alla Protezione Civile Riccardo Riccardi, di concerto con il presidente della Regione Massimiliano Fedriga, ha firmato il decreto di emergenza regionale per gli incendi. Contestualmente è stato esteso a tutto il territorio regionale lo stato di emergenza per la siccità, precedentemente circoscritto alle aree montane e pedemontane. Sono stati messi a disposizione complessivamente 1,7 milioni di euro, dei quali 1,12 milioni già disponibili per l’emergenza incendio e ulteriori 580mila euro destinati agli interventi legati alla siccità.
Giovanni Lesa















