
Commento al Vangelo del 25 ottobre 2026,
XXX Domenica del Tempo ordinario (Anno A)
Mt 5, 1-12
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati.
Beati i miti, perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.
A cura di don Michele Sibau

Abbiamo la grande gioia di celebrare l’importante solennità di Tutti i Santi nella Domenica, giorno del Signore. La nostra lode si eleva al Signore per i tanti fratelli e sorelle cristiani che sono stati pienamente fedeli alla grazia del loro battesimo, modellando la loro vita su quella di Cristo, seguendolo con amore e coraggio nell’itinerario dell’esistenza quotidiana. Uomini e donne che ora si trovano assieme a Lui nell’eterna gloria del Paradiso.
Ogni anno, questa importante solennità orienta la nostra riflessione al tema della santità. Il primo pensiero che si può avere a riguardo è che si tratti di una dimensione distante da noi, dal nostro vivere. In realtà è molto vicina a ciascuno di noi, e la giornata di Ognissanti ci ricorda che la santità è possibile, per tutti.
Ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua (Ap 7, 9). Con queste parole della prima lettura, possiamo capire che i santi sono una miriade immensa, proprio come l’amore di Dio che, infinitamente raggiunge ogni uomo.
Ognuno di noi è chiamato a diventare santo, vivendo ogni giorno nella familiarità con Dio, come ricordato da San Giovanni nella seconda lettura: vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! (1 Gv 3,1). In forza del nostro essere figli di Dio dal giorno del nostro Battesimo, essere santi consiste nel rafforzare quotidianamente il nostro legame familiare con Dio: è proprio questa l’essenza della santità.
Il brano del Vangelo di questa solennità è di una preziosità immensa: viene considerato come la magna charta, la strada maestra del cammino verso la santità. Attraverso i dodici versetti del capitolo cinque del suo Vangelo, l’evangelista Matteo ci consegna le beatitudini: vogliono essere come delle luci nella nostra vita, infondendo ai nostri cuori fiducia, gioia e slancio verso la santità.
Le beatitudini propongo il raggiungimento della felicità vera e duratura. Ci offrono la felicità di una vita vissuta in Dio, incarnando la Sua Parola nel vivere quotidiano. Una vita lontana da ogni forma di egoismo tipicamente umana.
Beati in poveri in spirito: la prima beatitudine della povertà spirituale apre la strada a tutte le altre.
Solamente partendo dalla propria piccolezza e fragilità, operando un distacco dalle cose materiali, sarà possibile accogliere il Signore nella nostra vita. Se, invece, il nostro cuore sarà orientato ai beni materiali, allora il nostro spirito non avrà mai la capacità e la libertà di elevarsi verso la beatitudine, perché troppo ancorato ai possessi terreni.
Tutto quello che siamo e che possediamo dobbiamo considerarlo come un dono che ci è stato dato per manifestare il nostro amore verso tutti, soprattutto per chi si trova nella necessità e nella sofferenza.
Arrivando alla fine del brano, possiamo capire che il discorso delle beatitudini è molto esigente: ci chiede, infatti, di cambiare le nostre abitudini, il nostro modo di vivere, ci chiede insomma una vera conversione nella nostra quotidianità mettendo al centro dei nostri pensieri e delle nostre azioni i criteri di Gesù.
I santi sono uomini e donne che nel corso delle loro vite hanno cercato e amato intensamente Dio, persone che hanno accolto la parola di Cristo che disse: “Vi ho dato l’esempio, perché, come ho fatto io facciate anche voi” (cfr. Gv 13,15).
Sia questo allora anche il nostro programma di vita, che con libertà e impegno cerchiamo di concretizzare nel nostro vivere di ogni giorno.
don Michele Sibau












