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60 anni dopo, Latisana ricorda l’alluvione e chiede il ponte di Dignano

«Con l’aumento dell’intensità dei fenomeni meteorologici, oggi una piena potrebbe essere molto più diastrosa di quella del 1966. Per cui serve un contenimento quanto meno parziale delle acque nel medio corso. Il problema va affrontato necessariamente con l’avvio di opere concrete», ovvero «la soluzione attualmente prevista dalla Regione, con il sistema di laminazione a Dignano, integrato in un’unica opera nel contesto del nuovo ponte sul Tagliamento».
Ad affermarlo è il sindaco di Latisana, Lanfranco Sette, nell’imminenza dell’anniversario dei sessant’anni dall’alluvione che, il 4 novembre del 1966, vide il Tagliamento esondare e allagare ancora una volta, come già era accaduto un anno prima, il 2 settembre 1965, tutta la cittadina.
La commemorazione si terrà mercoledì 4 novembre. Dopo l’inaugurazione, alle ore 18, nel Liceo Martin di Latisana, della mostra fotografica “Le fotografie parlano ai giovani” a cura del gruppo “Ricordiamoci” dell’Istiuto “Isis Mattei” di Latisana, ci si sposterà nel Palazzetto dello sport (via Bottari, 33). Alle 19, il parroco mons. Carlo Fant presiederà una Santa Messa e alle 19.30 inizierà la commemorazione, con i saluti, l’anteprima del video-diario “Precise storie Lab / Diario di un’alluvione”, contributi del regista Gianluca Doremi, del Comitato alluvioni “60 anni senza sicurezza”, del Consiglio comunale dei ragazzi. «L’obiettivo è esporre alla popolazione la situazione attuale e le prospettive dei piani di messa in sicurezza sulla base degli atti amministrativi».
Al momento, come ha spiegato in Consiglio regionale il 10 ottobre, il consigliere Markus Maurmair, la Regione, sulla base del parere del professor Andrea Rinaldo – che a gennaio scorso aveva presentato una relazione che evidenziava la necessità, prima di avviare la progettazione, di aggiornare le analisi idrologiche alla luce dei cambiamenti climatici – ha affidato all’Università di Padova uno studio sui mutamenti attesi nelle precipitazioni estreme nel bacino del Tagliamento. Sulla base di esso verrà realizzato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap), che dovrà analizzare scenari e opzioni per la gestione del rischio a scala dell’intero bacino idrografico.

Il ponte laminante, afferma Sette, è l’opera che nella cittadina viene considerata la migliore ai fini della sicurezza…

L’articolo completo sul numero de La Vita Cattolica di mercoledì 28 ottobre

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