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Il Card. Gugerotti: «Trump impari dal Friuli»

Dal terremoto e dalla ricostruzione del Friuli all’impegno per la pace, contro le guerre. Non solo il cardinale Zuppi, presidente della Cei, ma anche il cardinale Claudio Gugerotti, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ritiene che il mondo avrebbe molto da imparare dai friulani per ricomporre le controversie e rinascere dalle distruzioni. Il lavoro nel silenzio, nella sobrietà, anzitutto; nel saper unire le forze; nel farsi apprezzare, anzi amare anche dagli altri, da chi vuole aiutare. Gugerotti è arrivato in Friuli come volontario, da seminarista, operando soprattutto a Buja. Vi è ritornato da prete, da vescovo, da cardinale. Anche in occasione del 50°. Intervistato da La Vita Cattolica e Radio Spazio ha riflettuto anche sulle contingenze del mondo.

Eminenza, lei conosce 9 lingue. Anzi, 10 con il friulano…

«Questa è stata una cosa molto curiosa, perché la lingua friulana è stata un apprendimento spontaneo senza nessun tipo di grammatica. Era talmente coinvolta la mia vita con questa situazione del terremoto che mi è venuto spontaneo apprendere e parlare in friulano. Per me ha voluto dire identificarmi in un’unica realtà. D’altra parte, incontravo le persone, facevo un po’ di catechesi, accompagnavo la pastorale, dovevo pure parlare la vostra lingua».

E dopo 50 anni ancora la parla…

«Sì, magari infilandoci qualche parola che non c’entra. Ma quest’esperienza a Buia è stata proprio una sintesi di sensazioni, di unità, di sentimenti».

Quel 6 maggio 1976 lei era ancora seminarista.

« Sì, seminarista a Padova. Stavo nel Collegio…».

 

L’intervista completa al card. Gugerotti sul numero de La Vita Cattolica di mercoledì 13 maggio.

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