Cento anni insiemeLa Vita Cattolica

Quando un giornale diventa famiglia: l’abbraccio de La Vita Cattolica ai suoi abbonati storici

Non ci sono molte cose che resistono al tempo e alle sue intemperie. Soprattutto se, come nel corso del Novecento, le tempeste sono state particolarmente violente. Vedere giungere in Cattedrale al concerto per i cento anni di Vita Cattolica alcuni esponenti di famiglie abbonate fin dai primissimi numeri del settimanale, dice come la storia sia stata attraversata anche dall’affetto per un giornale che fin dalla sua origine è strumento di informazione popolare e comunitaria. Mercoledì 3 giugno, nel duomo udinese, sono stati omaggiati alcuni di questi abbonati “storici”, grazie a un’opera di ricerca operata soprattutto dalla nostra giornalista Monika Pascolo, in costante contatto con loro.

Così, piano piano come l’età consente, coloro che da più tempo ricevono e sfogliano La Vita Cattolica si sono avvicinati all’arcivescovo mons. Riccardo Lamba e a don Daniele Antonello, che insieme all’amministratore unico Roberto Beccio hanno offerto i diversi riconoscimenti. Sonia Zenarola, figlia del centenario Luigi Zenarola, di Povoletto, ha ritirato il premio a nome di suo papà, il cui abbonamento è stato stipulato dai genitori di lui fin dai primissimi giorni di pubblicazione del settimanale, proprio per celebrare la nascita del figlio. Una vita, la sua, che va di pari passo con quella de La Vita Cattolica. Gilberto De Marco, di Coseano, legge La Vita Cattolica «fin da bambino», grazie all’abbonamento attivato da suo nonno, Anselmo, verosimilmente agli esordi della pubblicazione. Qui i ricordi sfumano nelle vicende familiari, ma tutto lascia intendere un altro abbonamento secolare. Mara Pellizzari, invece, ha ritirato il premio a nome dello zio 93enne Ferruccio Alessio, di Cervignano del Friuli. La loro famiglia riceve settimanalmente La Vita Cattolica da ben 87 anni. Era presente di persona, emozionatissimo, Saule Caporale. Già sindaco di Moimacco, all’età di 92 anni, in Cattedrale è stato accolto dall’Arcivescovo in persona, che gli ha attribuito il riconoscimento per un abbonamento attivo da circa 85 anni. Un omaggio anche ad Alda Maria Bernardis, 83enne di Rivarotta di Teor, il cui fratello Annibale ha ritirato il premio per un abbonamento attivo fin dagli anni ’40 del secolo scorso.

Oltre a tutti loro, una menzione è stata riservata a Sereno Ariis di Enemonzo, anch’egli fedele lettore del settimanale diocesano dagli anni ’40; a Maria Comelli di Nimis, la cui famiglia è abbonata dagli anni ’30; a Emilio Boschetti, 94enne di Raspano, i cui genitori hanno sottoscritto il primo abbonamento a La Vita Cattolica l’anno precedente la sua nascita; infine, un ulteriore abbonamento secolare è quello di Marisa Conchione di Povoletto, sottoscritto dai nonni Valentino e Noemi.

Tutti loro hanno ricevuto dalle mani di mons. Lamba, don Antonello e del dott. Beccio un cristallo realizzato appositamente per l’occasione, con il logo de La Vita Cattolica sormontato dalla pregevole riproduzione dell’aquila patriarcale, presente nel corredo del Beato Bertrando di Saint Geniès, il cui vessillo originale è conservato proprio nel museo del Duomo di Udine. Ma, soprattutto, hanno ricevuto l’affetto di una comunità di lettori che, assieme ai dipendenti del settimanale diocesano, si è stretta con affetto attorno a loro, membra vive di quella grande famiglia che è La Vita Cattolica.

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