Domenica 3 settembre, a 19 mesi dal ritrovamento del corpo straziato di Giulio Regeni, nelle chiese del Friuli e di tutta Italia ci si stringerà nella preghiera in memoria del giovane friulano brutalmente ucciso in Egitto. «Una preghiera che nutra la consapevolezza e l'impegno di tutti i cittadini e delle persone impegnate in politica perché si possa finalmente svelare la verità», scrivono il parroco di Fiumicello e altri sacerdoti, laici e associazioni, in un appello congiunto che invita tutti coloro che lo desiderano a stringersi in preghiera.

Venerdì 8 settembre l’atteso pellegrinaggio a Castelmonte apre l’anno pastorale dedicato a Maria

Affidati alla Madre del Friuli

Nell’anno in cui mons. Mazzocato ha voluto affidare l’Arcidiocesi e il suo futuro cammino all’intercessione di Maria, migliaia di friulani saliranno all’amato santuario per invocare la protezione della Madre di Gesù. L’Arcivescovo: «Affideremo alla Madone di Mont il progetto diocesano che prevede la costituzione delle Collaborazioni pastorali e delle nuove foranie»

I media cattolici sono ovunque in una fase di necessaria riperimetrazione. Stanno arrivando al pettine, infatti, gli esiti della decennale crisi economica, della vorticosa irruzione dei social, del mutato rapporto di fidelizzazione con il proprio bacino di riferimento.
L'Autorità diocesana ha con ciò deciso di ricondurre sotto un unico soggetto giuridico sia il settimanale «La Vita Cattolica» sia l'emittente «Radio Spazio 103» sia le testate web con i relativi comparti di raccolta pubblicitaria e di affidare tali strumenti ad uno stesso direttore responsabile.

Femminicidio in Friuli

Nadia uccisa da "insana violenza"

«Mi raccolgo in preghiera affidando Nadia alle braccia materne di Maria che lei aveva spesso pregato, essendo una giovane di fede e partecipe alle celebrazioni della sua comunità cristiana di Vidulis». Così mons. Mazzocato alla notizia della tragica morte di Nadia Orlando, la 21enne di Vidulis uccisa nella notte tra domenica 31 luglio e lunedì 1° agosto dal fidanzato, Francesco Mazzega

L'Opinione

I fragorosi silenzi dell'FVG Pride

La "parata" del 10 giugno a Udine si presenta come un momento di lotta alle discriminazioni omofobe. In realtà si è fatta precedere da un "manifesto politico" molto radicale che ne muta di fatto la natura. Inoltre spiccano due fragorosi silenzi. In primo luogo lo stile rivendicativo dei diritti delle persone omosessuali tiene in ombra un mondo di travagli e sofferenze che vivono tante persone che si trovano con tale orientamento affettivo e sessuale, che non sono determinate solo dall'intolleranza omofobica della nostra società ma anche da fatiche e disagi reali, morali e psicologici. In secondo luogo, si tace sul grande tema delle maternità surrogate. Al di la delle motivazioni antropologiche ed etiche che dovrebbero negare una simile ipotesi, ci aspetterebbe almeno la franchezza di ammettere l'indegno mercato che si è sviluppato. Non ha niente da dire l’FVG Pride sull’inaccettabile mercimonio in atto intorno alla generazione della vita, tra l’altro con il ripugnante aspetto discriminatorio di prezzi molto differenziati in base all’estrazione razziale e sociale degli ovuli e della madre surrogata? Clicca "Continua" per leggere tutto l'editoriale